La protesta
Aamps, è sciopero niente spazzamento lavoratori in piazza
LIVORNO. Oggi la raccolta dei rifiuti si ferma. Come annunciato alcuni giorni fa, i lavoratori dell’Aamps resteranno in sciopero per ventiquattro ore. Stamani alle 9 si riuniranno davanti al Comune,...
LIVORNO. Oggi la raccolta dei rifiuti si ferma. Come annunciato alcuni giorni fa, i lavoratori dell’Aamps resteranno in sciopero per ventiquattro ore.
Stamani alle 9 si riuniranno davanti al Comune, in piazza Civica, e ci resteranno per ventiquattro ore. Con loro anche molti lavoratori dell’indotto della ditta dei rifiuti.
«I lavoratori – spiega il segretario della Fp Cgil, Giovanni Golino – chiedono con determinazione garanzie sui livelli occupazionali e pretendono che nessun posto di lavoro venga sacrificato. L’azienda è stata condotta in un percorso di concordato, per noi la scelta resta sbagliata, ma visto che secondo il nuovo cda Aamps è già in “salute” (il presidente Castelnuovo ha detto in commissione che produce cassa) oggi non avrebbe ha alcun motivo di sacrificare posti di lavoro». E aggiunge: «Chiediamo: 1) che il piano di concordato garantisca l’occupazione; 2) un confronto reale su un piano industriale organico, perché anche noi vogliamo risanare l’azienda; 3) che venga confermata la proposta che alcuni consiglieri M5S hanno fatto di lasciate nel bilancio comunale le risorse già destinate ad Aamps in modo che cda e creditori possano condurre la trattativa in modo positivo».
Due giorni fa, rispondendo alle opposizioni in commissione, il sindaco ha detto queste parole: «Non ci sarà riduzione del personale, basta con la strategia del terrore». Ma la tensione resta alta.
Ieri mattina un lavoratore della Pegaso (ditta che effettua le pulizie per Aamps) si è piazzato davanti all’ingresso dell’azienda dei rifiuti, al Picchianti, “indossando” un grande cartello: “Siamo da due mesi senza stipendio, lasciati soli a combattere, ora basta”.
Sulla Aamps intervengono anche dalla Fiom: «In merito alla protesta dei dipendenti alcuni dei quali, lo ricordiamo, sono già rimasti senza occupazione, non si devono dimenticare i circa 360 lavoratori delle aziende dell'indotto, che potrebbero non solo perdere il posto, ma che in molti casi già non riscuotono da mesi. Non vogliamo, come metalmeccanici, dare un giudizio politico, non ci interessa questa discussione: invitiamo il Comunefarsi anche carico delle ricadute che la scelta intrapresa provocherà». (j.g.)
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