Il Tirreno

Livorno

«Costruttori e parenti gratis in ville con piscina»

di Federico Lazzotti
«Costruttori e parenti gratis in ville con piscina»

L’accusa: così hanno fatto sparire i soldi delle società fino a farle fallire

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LIVORNO. Marilisa Volpe, 62 anni, e moglie dell’imprenditore edile Carlo Alessandrini, arrestato martedì dalla guardia di finanza, vive gratis dal 2008 con il marito in una villa con piscina - abusiva secondo gli investigatori - in via del Viperaio 13.

Al civico 15 - undici vani e 650 metri di giardino - dimora, invece, sempre senza mai aver tirato fuori un euro, Cinzia Nardi, ex compagna del costruttore Roberto Tognotti, deceduto nel 2013; due civici più avanti ecco spuntare la villetta al 19/B dove dal 2011 ha invece la residenza Marco Alessandrini, figlio dell’imprenditore.

Infine al 21/B tra il marzo del 2010 e il settembre 2012 ha abitato Alberto Luschi, 36 anni, figlio dell’imprenditore Riccardo, anche lui finito agli arresti domiciliari con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati fallimentari.

Sei villette a Montenero di proprietà della Coopertiva Collina di Montenero costruite dalla Gestione Servizi Integrati srl, società amministrata da Paolo Paoli . È questo - secondo gli investigatori - il tesoro del «sodalizio criminale» che negli ultimi dieci anni ha avuto «illeciti vantaggi patrimoniali attraverso strutture societarie, in particolari cooperative, strettamente collegate tra loro». I numeri parlano di 26 milioni di euro di debiti con banche ed Erario e di quattro milioni spariti.

Scrive il giudice per le indagini preliminari nell’ordinanza di custodia che ha portato all’arresto anche del commercialista Paolo Paoli, 59 anni, amministratore unico della Gsi srl.

«La fraudolenta finalità perseguita dagli indagati (in tutto sono sette ndr) trova significativa conferma nelle risultanze degli accertamenti svolti dalla finanza in ordine ai bilanci della Gsi srl e della Coopertiva “La Collina di Montenero” con particolare riferimento alla situazione debitoria di quest’ultima».

In termini molto semplici - secondo gli investigatori - la Gsi si accollava i debiti della cooperativa perché all’interno della srl erano presenti gli stessi soggetti. Come questo piano sia stato attuato lo spiega il giudice. «Entrambi i bilanci - scrive parlando delle due società - contengono per il 2010 e 2011 dei dati non veritieri e falsificati al fine di ottenere complessivamente dei vantaggi illeciti trattandosi sempre delle stesse persone fisiche che hanno finito per inquinare e falsificare entrambi i bilanci. A fronte di tale situazione - va avanti - vengono effettuate alcune operazioni anomale il cui fine per le ville del Viperaio è quello di evitare il fallimento di Gsi: di fatto distraendo o tentando di distrarre beni immobili della Cooperativa a danno dei creditori di quest’ultima che versa in una situazione di decozione altrettanto significativa».

In particolar modo con la proposta di concordato, poi non accettata anche perché la Procura ha chiesto e ottenuto il fallimento della srl, si voleva - secondo l’accusa - «trasferire a Gsi le villette non abitate dai parenti dei costruttori o dagli imprenditori stessi e mantenere invece le altre.

Dagli accertamenti effettuati dalla finanza che dovranno in caso essere confermati in un eventuale processo «Marilisia Volpe occupa da circa otto anni la villa in via del Viperaio ma la Cooperativa non ha mai provveduto a un’assegnazione definitiva se non nel 2013, esclusivamente perché utile alla proposta di concordato».

La stessa - è la contestazione - «non ha mai corrisposto un canone di locazione, così come lo stesso canone non è mai stato richiesto dalla Cooperativa, arrecando di fatto un danno economico rilevante per la stessa Cooperativa, se si considera che sono passati 8 anni».

Le fiamme gialle hanno calcolato anche il danno procurato che supera di poco i 200mila euro.

Stesso disegno per la situazione di Marco Alessandrini che «gode grazie alla evidente compiacenza del padre, presidente della Cooperativa, di un bene per il quale non si è ancora accollato il rilevante mutuo che continua ad essere pagato dalla Collina di Montenero gravando dunque sul dissesto della società».

Dagli accertamenti effettuati in un anno mezzo di indagine, gli investigatori coordinati dal pubblico ministero Daniele Rosa, sono sicuri di poter dimostrare lo stesso sistema anche per la villa in cui vive Cinzia Nardi, da cinque anni in quella abitazione, «grazie alla posizione dell’ex compagno, socio occulto della Gsi con Lusci e Alessandrini che per la cooperativa ha costruito le villette».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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