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Scontro con Inps: non presta la banca dati
LIVORNO. «Sfatiamo il mito che le famiglie non pagano: tra le utenze domestiche la percentuale di pagamento è intorno al 90% mentre tra utenze non domestiche si ferma al 55-60%. Il problema è questo:...
LIVORNO. «Sfatiamo il mito che le famiglie non pagano: tra le utenze domestiche la percentuale di pagamento è intorno al 90% mentre tra utenze non domestiche si ferma al 55-60%. Il problema è questo: con gli accertamenti degli omessi versamenti Tari nel 2014 e 2015 partiremo dalle utenze non domestiche, perché è qui l'evasione più alta». Il dirigente del settore entrate, Alessandro Parlanti, lo ha ripetuto nel corso della seconda commissione convocata a Palazzo Civico per parlare del bilancio.
Parlanti ha così descritto le attività che gli uffici del Comune, con il Centro unico di riscossione ed Esteem, stanno portando avanti per cercare di ridurre l’evasione, che ogni anno fa registrare cifre record che pesano sui bilanci. Se per le multe da codice della strada «stiamo valutando se affidarci a un soggetto esterno perché si sono accumulate cifre mostruose a fronte di importi ridotti», per i tributi il dirigente parla di «cambio di strategia nella riscossione». «Stiamo costruendo – spiega – una banca dati sulla solvibilità dei contribuenti, per capire come e se “aggredire”». In altre parole concentrare meglio le attività di recupero.
Ma ecco la nota dolente. «Il Comune – spiega – ha fatto un’istanza d’accesso massivo alla banca dati dell’Inps per avere informazioni sui dipendenti e i pensionati. L’accesso è stato negato perché non è stata considerata un’attività istituzionale dell’ente. Allora abbiamo fatto un’istanza ai vertici regionali, ma a oggi non abbiamo avuto risposta». «È chiaro che quella banca dati – sottolinea – renderebbe molto più facile ed efficace la nostra attività...».
«Gli uffici pongono un problema sensato e moderno, in Italia sembra quasi che ognuno sia geloso della propria banca datai», interviene così Marco Ruggeri (Pd), che tende una mano agli uffici e alle altre forze proponendo di fare «un atto politico congiunto da porre anche all’attenzione parlamentare, perché poi è a Roma che si decidono queste cose». Il tutto, però, «salvaguardando la privacy dei cittadini, che non possono essere schedati su tutto».
(j.g.)
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