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«Presentato ricorso contro i fallimenti: dovevano attendere»

«Presentato ricorso contro i fallimenti: dovevano attendere»

LIVORNO. «Conosco le vicende e le persone coinvolte e posso dire che, a mio avviso, queste pagano il prezzo solo di una grande confusione nella gestione delle società, mentre invece è da escludere...

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LIVORNO. «Conosco le vicende e le persone coinvolte e posso dire che, a mio avviso, queste pagano il prezzo solo di una grande confusione nella gestione delle società, mentre invece è da escludere che abbiano agito con lo scopo di procurarsi indebiti vantaggi». È una presa di posizione secca quella dell’avvocato Danilo Adoncecchi, difensore di Carlo Alessandrini, uno degli imprenditori arrestati nell’inchiesta Ginepraio. «Come pure è senz’altro da escludere l'esistenza di qualunque tipo di associazione a delinquere, come invece ipotizzato nell'ordinanza».

L’avvocato contesta poi la misura d’arresto per via del contesto in cui è maturata la vicenda. «Per alcune delle società coinvolte (Gsi, Coop. La Collina e Roma) abbiamo già proposto appello verso la sentenza di fallimento ed è fissata udienza presso la Corte d'Appello per il 06.05 - spiega Adoncecchi - Alla luce di tale circostanza rileviamo come forse sarebbe stato quanto meno opportuno attendere l’esito di tali giudizi prima di adottare misure restrittive, dal momento che l’eventuale revoca della dichiarazione di fallimento impedirebbe la sussistenza dei reati contestati». L’unico motivo per portare ad un arresto, quindi, per l’avvocato è il rischio di ripetizione del reato.

«Ma tale esigenza è supportata solo dal fatto che l'Alessandrini è amministratore di altre società, senza che però per queste si ipotizzi alcuna condotta illecita» conclude l’avvocato, auspicando di arrivare al più presto ad un processo.

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