Gioco
La Tari non aumenta e verrà cancellata la tassa sulle tende
Rifiuti, per il 2015 ancora 10 milioni da riscuotere il Comune invia gli accertamenti: appello degli uffici
LIVORNO. Nel 2015 il Comune ha incassato il 70-75% della Tari prevista: all'appello mancano circa 10 milioni di euro, che vanno ad aggiungersi agli 8-9 milioni che devono ancora essere recuperati per il 2014. Così ieri mattina il dirigente del settore entrate del Comune, Alessandro Parlanti, ha fatto sapere che nelle prossime settimane partiranno direttamente gli atti di accertamento, che per i diretti interessati – centinaia di livornesi – prevedono una sanzione del 30% sull'importo da pagare.
«Per evitare di dover versare questa somma in più – è l'appello degli uffici – si invitano i contribuenti ad attivarsi per fare il ravvedimento operoso». Che, attenzione, deve essere fatto prima che arrivi l'accertamento tributario, che in caso di mancato pagamento può portare anche alla riscossione coattiva.
Nel corso della seconda commissione guidata da Elisa Amato (Fi), Parlanti e l'assessore Gianni Lemmetti hanno affrontato i nodi di carattere tributario e patrimoniale del bilancio di previsione 2016-2019. Sottolineando che: 1) «per la prima volta, dal 2016 togliamo la tassa sulle tende delle attività commerciali», operazione che interessa migliaia di livornesi, anche se vale più o meno 200.000 euro che saranno coperti con il recupero della Tosap degli anni passati; 2) come stabilito a livello nazionale, non ci sarà più la Tasi, ovvero la tassa sulla prima casa, che per il Comune valeva 17 milioni e che sarà coperta da un trasferimento erariale da parte dello Stato; 3) la Tari, la tassa sulla spazzatura, non sarà di nuovo aumentata dopo l'incremento che si era già verificato lo scorso anno.
È stato il capogruppo di Città diversa, Marco Cannito, a incalzare l'assessore su questo punto, facendo sapere di essere pronto a depositare un atto ad hoc. «La Tari – ha chiesto il consigliere – non aumenterà? Prendete un impegno ufficiale su questo?». Una richiesta di chiarimenti affatto scontata, considerando che la legge di Stabilità ha previsto il blocco di tutte le aliquote e tariffe (quindi non è possibile, ad esempio, aumentare l’Imu), ma non della Tari.
«Sì – ha risposto Lemmetti – confermo che le tariffe Tari resteranno invariate, proprio stamattina (ieri, ndr) è stato presentato il piano tecnico finaziario di Aamps che lo prevede».
Quindi il capitolo evasione, accertamenti e recupero fiscale. Stando alla relazione di Parlanti, nel 2015 il Comune ha inviato accertamenti Imu per 6 milioni di euro («i maggiori evasori – spiega – sono le categorie economiche). Nel 2016 la previsione «prudenziale» rispetto al recupero Imu degli anni passati (dal 2012 in poi) è invece di 4.200.000 euro.
Quanto all'Ici, questo è l'ultimo anno di possibili accertamenti (visto che l'Ici non c'è più dal 2011) ed prevista una cifra ridotta, intorno ai 250.000 euro.
Per la Tari la previsione di riscossione sale da 800.000 euro nel 2015 a 1.300.000 euro nel 2016.
Attenzione: nel 2015 il Comune ha inviato 8500 avvisi di sollecito Tares per un importo di ben 5 milioni di euro, ma sono rientrati subito solo 450.000 euro.
Sono quindi partiti 2500 accertamenti per un importo di oltre 2 milioni di euro, seguiti recentemente da altri 2.000 accertamenti per 1,5 milioni.
Entro i primi sei mesi di quest'anno finirà l'accertamento Tares e partirà, appunto, quello Tari per gli anni 2014 e 2015.
«Partiremo con le utenze non domestiche – spiega il dirigente del settore entrate – perché è qui l'evasione più alta. Sfatiamo il mito che le famiglie livornesi non pagano: tra le utenze domestiche la percentuale di pagamento è intorno al 90% mentre tra utenze non domestiche si ferma al 55-60%».
Gli uffici del Comune, come raccontiamo negli articoli a fianco, stanno mettendo in piedi una serie di iniziative e progetti per facilitare le dichiarazioni dei cittadini, la riscossione e il recupero fiscale. Mentre è scontro con l’Inps per avere acceso alla banca dati dell’istituto. Uno scontro che potrebbe finire anche in Parlamento.
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