Gioco
"I soldi dei permessi Ztl per lanciare i bus gratis"
Livorno, l’annuncio a sorpresa di Lemmetti: l’esperimento partirebbe con la linea 8
LIVORNO. «È in programmazione da parte della giunta la possibilità di finanziare linee dei bus gratuite attraverso i parcheggi: a seguito dell’emissione dei nuovi tagliandi (Ztl e Zsc) dovrebbe essere previsto un intervento sulla linea 8». L’assessore al bilancio, Gianni Lemmetti, l’ha buttata lì. E per ora ha usato il condizionale, perché «se ne sta occupando direttamente il sindaco», che tra l’altro domani sarà in commissione bilancio per parlare in qualità di assessore alla mobilità.
Ma l’annuncio che si è lasciato scappare non è comunque passato inosservato. La giunta ha deciso di mettere a pagamento i permessi Ztl e Zsc per i residenti, oltre a prevedere un maxi aumento per i permessi in deroga dei professionisti (che da luglio schizzeranno a 150 euro) e un aumento delle aree regolamentate e degli spazi di sosta a pagamento della città. Con questa manovra – si dice oggi – dovrebbe anche finanziare alcune linee dei bus gratuite.
Lemmetti se l’è lasciato scappare ieri mattina nel corso della seconda commissione consiliare convocata in municipio da Elisa Amato (Fi), che fino a giovedì proverà a sviscerare i capitoli del bilancio di previsione 2016-2018 del Comune.
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Lemmetti per ora non aggiunge altro sul piano dei bus gratis che Nogarin aveva promesso appena eletto, ma si sa che il Comune ha chiesto al Ctt alcuni dati sulla linea 8, ovvero la circolare che parte dalla stazione e tocca il centro e l’ospedale. Se andrà in porto, sarà l’avvio di una rivoluzione del trasporto pubblico o un modo per indorare la pillola ai 25.000 livornesi che da luglio andranno incontro a una stangata sui contrassegni (le classiche “lettere” costeranno da 60 a 150 euro, con tariffa dimezzata il primo anno) e che hanno già iniziato a protestare a gran voce?
Ieri, incalzato dalle opposizioni, Lemmetti ha ripetuto – come ha già fatto il sindaco in un’intervista al Tirreno – che la manovra «non è stata pensata solo per fare cassa» e che a fronte di «un pagamento aggiuntivo ci saranno servizi aggiuntivi». Ma anche che «sì, in parte servirà a coprire (quindi ad evitare, ndr) il disequilibrio di bilancio».
In generale il totale delle entrate previsto nel bilancio di previsione del Comune è di circa 401 milioni di euro, a fronte di 399 milioni di spese, con un saldo di cassa di 2,6 milioni e con una spesa corrente (circa 182 milioni) in linea con lo scorso anno, anzi leggermente più bassa. Nei prossimi tre anni sono previsti nuovi investimenti in opere e lavori pubblici per 20 milioni di euro, resi possibili da un abbassamento dell’indebitamento dell’ente, come chiarito dal dirigente Nicola Falleni che ha affiancato l’assessore nell’esposizione insieme a Maurizio Lenzi e a Lorenzo Patania.
«Sono due – spiega Lemmetti incalzato dalle opposizioni – i capisaldi da cui siamo partiti per costruire il bilancio: arrivare a una revisione della spesa corrente e cercare tutti gli spazi disponibili per una ripresa degli investimenti». Rispetto al primo punto «la scelta è stata di non usare gli oneri di urbanizzazione per la spesa corrente, ne abbiamo usato solo una piccola parte per far quadrare il bilancio 2016: circa 450.000 euro su 4 milioni disponibili».
A fronte di taglio dei trasferimenti da parte di Stato e Regione di 6,7 milioni è previsto un taglio non lineare di 4,5 milioni. In più, «la giunta ha scelto di aumentare il costo dei tagliandi Ztl e Zsc, riorganizzando il sistema dei parcheggi, e di ritoccare le rette delle Rsa su indicazione dell’assessora Dhimgjini». Il Comune quest’anno ha previsto di incassare dai contrassegni auto circa 1.330.000 euro mentre per le rette delle Rsa l’incremento è di circa 200.000 euro.
Dalle opposizioni (in aula i rappresentanti di Fi, Pd, Cd, Ll, Lbc e Bl, oltre al M5S) riferendosi ai nuovi tagliandi, criticano fortemente la « “nuova tassa” che andrà a caricare ancora di più le famiglie». E incalzato l’assessore sul futuro delle società pubbliche (nell’articolo in basso) e sulle opere che si è scelto di finanziare («non favoriscono lavoro e sociale», dicono in particolare dai banchi di Bl). Lemmetti controbatte in sintresi così: «Ripartiamo dagli investimenti, con attenzione a lavori pubblici, turismo e cultura» e «colpire le rendite per garantire sviluppo economico».
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