Gioco
Ha un infarto: lo salvano i suoi colleghi
Livorno: ingegnere di 38 anni si sente male in ufficio immediati i soccorsi con il defibrillatore
LIVORNO. Il primo ad accorgersene è stato Fabio, dipendente del settore Ricerca e Sviluppo. Ha sentito il tonfo sui pannelli del pavimento e degli strani rumori, quasi dei rantoli. Così si è affacciato nell’ufficio accanto al suo e ha visto Andrea, 38 anni, steso a terra. Fabio ha toccato il polso al collega, ha allargato la palpebra per osservare la pupilla e ha capito che si trattava di un arresto cardiaco. Lo ha capito subito, grazie ai suoi corsi di aggiornamento come Rspp (Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione): gli stessi che lo hanno preparato a fronteggiare un’emergenza come quella che aveva di fronte agli occhi. «Stai calmo, ce la faremo» ha bisbigliato ad Andrea, prima di dare l’allarme. E mentre un’ambulanza della Misericordia si precipitava da Montenero diretta alla sede di Pierburg Pump, Fabio insieme ad altri colleghi che hanno seguito lo stesso corso avevano già collegato Andrea al defibrillatore in dotazione all’azienda, salvandogli la vita. «Senza l’intervento dei colleghi non ce l’avrebbe mai fatta» dice Frank Maurer, amministratore delegato della società.
La sede della Pierburg Pump è una struttura enorme, divisa tra fabbrica e uffici, che si estende per buona parte di via Salvatore Orlando. Si occupa di produzione e progettazione di pompe olio e depressori per auto e conta più di 280 dipendenti, con una distribuzione del lavoro scandita in tre turni. «Non era mai accaduto niente di simile in azienda» confessa Marco Dinadini, membro Rspp, uno di quelli preparati a farsi carico di certe emergenze. «Per questo Fabio è stato davvero bravo» ammette.
Sono circa le 10.30 quando Andrea, ingegnere, 38 anni e qualche problema al cuore con cui fare i conti, cade a terra per un arresto cardiaco, dietro la sua scrivania al primo piano dello stabile. Fabio sento il tonfo, dà l’allarme e corre dal collega, gridando agli altri di sbrigarsi con il defibrillatore, che arriva in due minuti, portato da un altro dipendente col fiato corto dopo le scale fatte a corsa.
«Libera!» dice Fabio, mentre tutti i dipendenti del reparto trattengono il respiro. Ma nel polso ancora nessun battito. «Libera!» insiste e finalmente ecco il cuore che riparte.
Intanto arriva la prima ambulanza, ma non c’è nessun medico a bordo. Arriva una seconda, questa volta della Svs, e Andrea sembra stazionario: ha polso ormai, ma è ancora privo di conoscenza. I soccorritori lo trasportano immediatamente al pronto soccorso, mentre dietro gli sguardi perplessi dei colleghi resta la preoccupazione. Nel presidio livornese il 38enne verrà del tutto stabilizzato nella choc room e monitorato per tutta la giornata, viste le sue condizioni pur sempre gravi. La sua vita, comunque, non è più in pericolo. «I corsi di aggiornamento servono proprio a questo, ma finché non ti trovi nelle situazioni è difficile capire cosa ti aspetta» confida uno della Rspp. L’unico precedente dal 2013 è stato per un incidente stradale, avvenuto proprio di fronte ai cancelli della Pierburg: sebbene si trattasse di una persona estranea all’azienda, i dipendenti si lanciarono in suo aiuto, senza fortuna. Lunedì 14, invece, tra pompe e ricambi d’auto, in via Orlando è stata salvata anche una vita.
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