Gioco
È omicidio volontario, decisiva l’autopsia
Gli esami del medico legale dovranno ricostruire la dinamica dell’aggressione, oggi la convalida
LIVORNO. È di omicidio volontario l’accusa del pubblico ministero Daniele Rosa nei confronti di Massimo Spagnoli, il settantenne che tra sabato e domenica ha colpito e ucciso con una coltellata al cuore il coinquilino, Ion Neogovici, 47 anni, meccanico romeno con il quale da gennaio divideva l’appartamento al numero 172 di corso Amedeo.
«Molto sulla dinamica del delitto - spiegano dalla Procura - lo dovrà dire l’autopsia. Quello che oggi possiamo dire è che si tratta di un delitto che si è consumato in una situazione sociale di estrema difficoltà».
Ecco perché nel pomeriggio di ieri, il magistrato ha incaricato il medico legale Luigi Papi che dovrà esaminare la salma, e in particolare la natura della ferita del fendente. Con che forza è stata impressa? E in che modo?
«Non è escluso - spiega ancora chi indaga - che i risultati di questi esami possano cambiare anche le contestazioni nei confronti del pensionato che nell’interrogatorio confessione ha fatto intendere che il suo comportamento sia stato innescato da una legittima difesa dopo essere stato aggredito».
Dalle versione fornita dal settantenne, infatti, potrebbero anche esserci gli estremi per contestare non l’omicidio volontario ma quello preterintenzionale. Due reati che hanno pene molto diverse l’uno dall’altra: l’ergastolo per il primo, una condanna tra 10 e 18 anni per il secondo.
«Una differenza - spiega l’avvocato Edoardo Castagnola - che in questo caso significa per l’imputato avere la speranza di vedere di nuovo la libertà oppure no».
Ci sono comunque dei punti ancora oscuri della vicenda, che riguardano soprattutto i comportamenti del pensionato dopo aver colpito il coinquilino all’addome al culmine della lite. Aspetti che forse potrebbero essere chiariti questa mattina durante l’udienza di convalida che si terrà in carcere davanti al giudice per le indagini preliminari. Toccherà all’indagato decidere se rispondere oppure no e nel caso cambiare alcuni aspetti della confessione rilasciato al pm domenica notte. Quello che trapela dalla Procura è che il magistrato chiederà al giudice che il settantenne resti in carcere.
(f.l.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
