Gioco
Caprilli verso la chiusura, sos della Livorno Galoppo
Direttore e lavoratori: un tavolo a tre con Alfea e Comune per trovare una soluzione
LIVORNO. Da una parte la vicenda degli 8 lavoratori ufficialmente a spasso da gennaio, da quando la Livorno Galoppo non ha più la gestione (andata avanti a suon di proroghe) dell'ippodromo Caprilli. Dall'altra l'allarme del direttore della società Paolo De Santi che chiede al sindaco Nogarin di aprire finalmente un tavolo a tre (dentro anche l'Alfea di Pisa) per scongiuare la chiusura dell'anello ardenzino. Valerio Picchi, a nome dei lavoratori, rivendica il mancato pagamento di due mensilità, del tfr e del danno del mancato preavviso per i dipendenti della Labronica, società verso il fallimento, che aspetta ancora i quattrini da apèrile 2014. "Erano stati stanziati 300mial euro - dice Picchi - ma di quel piano, dopo una serie di incontri col liquidatore, non si sa più nulla". Soldi che devono arrivare dal ministero visto che la Labronica Corsa - ricorda Picchi - partecipata ionteramente del Comune di Livorno, vantava a sua volta crediti per 200.000 euro dal Ministero".
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Impossibile per i lavoratori parlare con l'assessore al bilancio. "Ci ha detto solamente che il piano di liquidazione andava rifatto". Così', se una parte di lavoratori Labronica (21) è stato ricollocato, c'è una dipendente senza lavoro, e 8 riassorbiti dalla Livorno Galoppo che sono da tre mesi a spasso. Con la prospettiva di veder riconosciuto dall'Inps una minima parte di quanto loro dovuto. Dal canto suo il direttore della Livorno Galoppo Paolo De Santi chiede al sindaco Nogarin un tavolo urgente a tre sul Caprilli (con dentro Comune e Alfea). "E' già tardi. Così la stagione non parte". E, ricordando che la gestione legittimamente spetta ad Alfea, che ha vinto anche il ricorso al Tar, dice che Livorno Galoppo è disponibile a gestire in suconcessione il Caprilli, ma non nella porospettiva di un anno. Servono anni di programmazione e investimenti. Anche perchè l'ippodromo, dopo i danni dell'ultima tromba d'aria e il black out ad una cabina Enel alle scuderie, versa in una situazione allarmante. Con 50 cavalli e quattro persone che vivono all'interno senza luce ed acqua.
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