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Aggiornamenti ogni anno e test: così si salvano vite
LIVORNO. La legge non dà l’obbligo di avere un dispositivo defibrillatore all’interno delle aziende, ma lo consiglia vivamente. Il caso di ieri alla Pierburg Pump spiega meglio di ogni parola il...
LIVORNO. La legge non dà l’obbligo di avere un dispositivo defibrillatore all’interno delle aziende, ma lo consiglia vivamente. Il caso di ieri alla Pierburg Pump spiega meglio di ogni parola il perché. Ma l’apparecchio in sé non può nulla se a manovrarlo non ci sono persone preparate. Per questo nella ditta di via Salvatore Orlando questa pratica è ormai attiva da diversi anni.
«Abbiamo circa ventuno persone preparate per emergenze simili - spiegano i membri Rspp - proprio per riuscire a coprire tutti e tre i turni in cui si svolge il lavoro in fabbrica».
Il defibrillatore è arrivato in azienda nel 2013 e da allora, con cadenza annuale, questi responsabili seguono un corso di aggiornamento su come usarlo e cosa fare di fronte a casi come quello di Andrea. Solo che un conto è la teoria, un altro è la pratica. «Non era mai accaduto, ma ci siamo preparati durante i corsi, attraverso esercitazioni e prove, a mantenere il controllo di fronte ad una situazione complicata come quella di questa (ieri ndr) mattina».
Il dispositivo è costato poche centinaia di euro alla società, qualcosa in più per i corsi di aggiornamento per ventuno dipendenti, ma alla fine la Pierburg Pump è riuscita a mettere in piedi un sistema di prevenzione capace di salvare delle vite umane, come dimostra il malore dell’ingegnere. (al.f.)
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