Gioco
Lavoratori riuniti all’alba «Temiamo licenziamenti»
Stamani nuova assemblea del personale: c’è il rischio dello stop al servizio Interviene la Fiadel: «Sì alla lotta ma nella legalità, no a guerre fratricide»
LIVORNO. Sono ore delicatissime sul fronte Aamps. Per stamani all’alba, nella sede di via dell’Artigianato, è stata convocata l’assemblea dei lavoratori e non è escluso che una parte dei dipendenti decida di dar vita a forme di protesta clamorose, come lo stop dei mezzi, che potrebbero incidere sullo spazzamento delle strade. Va detto però che ieri, per scongiurare l’emergenza, ci sono stati contatti tra l’azienda e i delegati delle Rsu, che proprio stamani incontreranno il nuovo Cda. La rischiosa protesta a sorpresa potrebbe così rientrare, rimandando tutto allo sciopero ufficiale già convocato da Cgil e Fiadel per venerdì.
Non è una novità: i lavoratori di Aamps e dell’indotto temono per il loro futuro, dopo che l’azienda dei rifiuti ha imboccato la strada del concordato in continuità. I toni però si sono esasperati dopo il consiglio comunale di venerdì, che non è riuscito a trovare la quadra su un documento condiviso per la salvaguardia di tutti i posti di lavoro. E sono saliti dopo che è stato diffuso il verbale dell’ultima assemblea dei soci.
I riflettori si sono accesi sul passaggio in cui si parla dell’avvenuta assunzione a tempo indeterminato di 33 precari, «anche in considerazione della obiettiva necessità della loro attività». Un’operazione che, si legge, consente ad Aamps anche «una maggiore flessibilità nella gestione dei rispettivi rapporti, essendo possibile – qualora se ne ravvisasse la necessità – recedere anche per motivo oggettivo ai sensi dell’articolo 2118 del codice civile e dell’articolo 3 della legge 604/1966 (peraltro con conseguenze modeste anche nell’ipotesi in cui, per le più varie ragioni, tali ipotetici licenziamenti dovessero risultare ingiustificati )».
«In assemblea analizzeremo anche queste parole e abbiamo chiesto un incontro a Tolone del cda – fa sapere in merito Pietro Panciatici (Rsu Cgil) – per chiarire la situazione». Rsu e Cda si incontreranno stamani alle 9.30, prima della riunione già in programma nel primo pomeriggio con le organizzazioni sindacali per parlare di riorganizzazione interna e contrattazione di secondo livello.
«La preoccupazione è che al di là delle eventuali intenzioni di cda e amministrazione – riprende Panciatici – il percorso del concordato porti ai licenziamenti. La nostra contrarietà alla procedura nasceva proprio da qui, perché una volta messa in moto la macchina non si sa dove porta. Non bastano le rassicurazioni del sindaco o del cda sulla volontà di non licenziare, ci preoccupa che all’interno del percorso di concordato le decisioni che dovranno essere prese siano diverse...». Ma quel passaggio del verbale, hanno controbattuto ieri dal fronte M5S, «rafforza semmai la scelta fatta rispetto all’assunzione dei precari» e «già in settimana potrebbe essere presentato il piano per l’estensione del porta a porta, che richiede personale».
Sta di fatto che nell’assemblea dei lavoratori di due giorni fa è balenata anche l’ipotesi di bloccare l’azienda. Ipotesi che tornerà all’attenzione dell’assemblea convocata oggi all’alba. La protesta rientrerà o no? Ci saranno nuove spaccature interne e tra sindacati?
Non a caso la segreteria della Fiadel ieri ha diffuso un comunicato per sottolineare che il sindacato «sostiene la lotta dei lavoratori quando questa è fatta nella legalità e nel pieno rispetto dei ruoli istituzionali». «La nostra organizzazione – si legge – ritiene che il dialogo e il confronto siano l'unica possibilità di ottenere una giustizia bilaterale fra il Comune e l'azienda. Restando al fianco dei lavoratori Aamps, sosteniamo anche l'impegno della giunta che nel prossimo consiglio comunale ha preso posizione per trovare un compromesso con le richieste della Rsu». «Da un lato – conclude la nota Fiadel – qui troviamo chi difende il principio sacrosanto di tutelare il proprio posto di lavoro, richiedendo garanzie occupazionali e sostenendo il rispetto della dignità. Dall'altro il Comune, che rappresenta la legittima espressione di voto dei cittadini, e che a più riprese ha dimostrato l'intento di continuare un risanamento della municipalizzata, senza fare tagli al personale o riduzione di salario. Noi vorremmo che non ci fossero né vinti né vincitori, non sosteniamo lo scontro, perché questa è una battaglia fratricida dove tutti hanno da rimettere».
(j.g.)
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