La protesta
Ladri devastano una pizzeria a Shangai
Rubato l’intero incasso e danneggiato il locale “Carlo e Nadia”. Lo sfogo del titolare su facebook: «Mi sento violato»
LIVORNO. Furto con scasso (e parecchi danni) alla pizzeria “Carlo e Nadia”, il tortaio di Shangai, all’angolo fra via dell’Antimonio e via Stenone. Nella notte tra sabato e domenica, i ladri, che sono riusciti ad agire indisturbati, hanno dapprima forzato una saracinesca del locale, poi si sono accaniti su una finestra laterale dalla quale sono riusciti a passare. Una volta dentro, riferisce il proprietario, il signor Gavarini, «hanno fatto quello che volevano»: hanno spaccato, distrutto tutto quello che si trovavano davanti, rubando alla fine circa duemila euro, tra oggetti e contanti (nel ristorante anche c’era del denaro necessario per pagare i fornitori attesi per il giorno dopo).
La cosa che sconvolge di più il titolare è che i ladri se la sono pure presa comoda: a un certo punto si sono seduti a bere dell’acqua da una bottiglia a un tavolino, come se nulla fosse, concedendosi anche una pausa dopo tanto “lavoro”. Hanno avuto anche il tempo di smurare un televisore agganciato ad una parete.
«Il televisore lo posso capire», racconta la moglie, «Può darsi che frutti pochi spiccioli se rivenduto. Portare via il filmato della comunione dei bimbi però lo capisco meno. Sono vandalismi senza senso».
Del furto se n’è accorta una passante, amica di famiglia, che intorno alle 7 di questa mattina, ha notato i danni alla struttura esterna e ha avvisato i proprietari.
Sul posto è intervenuta la polizia per i rilievi del caso. Non è la prima volta che la nota pizzeria è vittima di effrazione: alcuni anni fa era già stata depredata nonostante fosse attivo il servizio di vigilanza notturna. Il titolare, con un post su Facebook, si è sfogato pubblicando le foto dello scempio: «Mi sento violato», racconta, «siamo in un Far West: noi si pagano le tasse, ma in cambio si vorrebbe un po’ di tutela».
Alla fine, non resta che raccogliere il suo sfogo legittimo, che è lo sfogo di molti nella stessa situazione: «Atti di questo genere sono più di un semplice furto con scasso: hanno rubato il pane di bocca ai miei figli. Io non so davvero come reagirei ce li trovassi dentro, c’è da pregare che non ce li trovi: uomini, donne, bianchi, gialli, verdi, rossi, drogati o lucidissimi – non c’è razzismo nelle mie parole, chiunque abbia fatto questo è d’una razza sola: un criminale».
La vicenda non ha scoraggiato i titolari che già dalla sera della domenica sono tornati in piena attività, accompagnati dalla solidarietà di molti clienti affezionati.
Del resto, come sottolineato dal proprietario: «Bisogna rimboccarsi le maniche e andare avanti, che nonostante tutto, dobbiamo mangiare».
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