Il Tirreno

Livorno

L'abbraccio di Livorno a Elio Toaff, rabbino del dialogo

Roberto Riu
Il rabbino Elio Toaff in una foto del 2004
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Il rabbino Elio Toaff in una foto del 2004

La straordinaria figura di Elio Toaff, livornese e figura simbolo dell'ebraismo italiano per tanti anni, è stata celebrata con una cerimonia a Palazzo Civico

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LIVORNO. «Elio Toaff rappresenta l'espressione più alta del dialogo e della volontà di vivere in un mondo migliore dove far coesistere pacificamente credi e ideali diversi». Così si è espresso il sindaco Filippo Nogarin nel ricordare il rabbino livornese scomparso quasi un anno fa e la cui straordinaria figura è stata commemorata ieri con una cerimonia nella sala consiliare del Comune alla presenza dei suoi familiari, di numerosi esponenti della comunità ebraica locale e di altre giunte dal resto d'Italia.

Sono intervenuti, in particolare, il rabbino di Livorno, Yair Didi, la presidente della comunità ebraica romana, Ruth Dureghello, e il presidente della comunità ebraica livornese, Vittorio Mosseri, mentre il messaggio di saluto del vescovo è stato portato da monsignor Pietro Basci, che ha rammentato l'amicizia che univa Toaff e il vescovo Ablondi.

«Elio Toaff – ha ricordato rav Yair Didi – è stato il rabbino più famoso della nostra generazione, a lui si deve l'avere risollevato la comunità ebraica italiana dopo la Shoah, la disgrazia più grande del nostro popolo». Da Ruth Dureghello è stato invece sottolineato come Toaff abbia segnato la storia dell'ebraismo italiano col suo coraggio, col suo sorriso e la sua ironia, oltre all'impegno antifascista e nella Resistenza.

«È stata una storia segnata da momenti terribili – spiega – come l'attentato al Tempio maggiore di Roma, ma pure da grandi soddisfazioni con un percorso all'insegna del dialogo e del rispetto reciproco. Un percorso che ci ha permesso di incontrare anche recentemente il terzo Papa che ha fatto visita alla sinagoga maggiore e che solo dopo quel primo incontro fra Elio Toaff e Giovanni Paolo II, nel 1986, è stato possibile». Vittorio Mosseri ha quindi ricordato il padre di Toaff, che è stato rabbino di Livorno dal 1924 al 1963 e il cui insegnamento è stato fondamentale per il futuro rabbino di Roma, trovando nell'esempio paterno un costante punto di riferimento: «Così faceva il babbo», soleva dire Elio Toaff in varie occasioni. Come del resto lo stesso Elio Toaff si è sempre impegnato a fondo nell'insegnamento e nella formazione dei futuri rabbini.

In chiusura Daniele Bedarida ha presentato il "Coro Ventura", diretto dal maestro Paolo Filidei, che si è esibito in alcuni brani musicali della liturgia ebraica livornese composti in questi ultimi cento anni (1915-2015) e ora raccolti in un cd pubblicato in onore di rav Toaff nel centenario della nascita (lo stesso Toaff fu solista nella corale del tempio): si tratta di canti composti da Ettore Lattes e Michele Bolaffi, ma soprattutto da Ernesto Ventura (con brani come il "Salmo di Pesach" e il "Vaani") a lungo direttore della corale ebraica livornese.

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