Il Tirreno

Livorno

Sala preconsiliare intitolata a Pino Vitiello

di Mauro Donateo

LIVORNO. «Ringraziamo il destino di avercelo fatto incontrare, lo ricorderemo nei fatti lavorando in questa sala». Sono le parole di un commosso Filippo Nogarin, alla cerimonia di intitolazione della...

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LIVORNO. «Ringraziamo il destino di avercelo fatto incontrare, lo ricorderemo nei fatti lavorando in questa sala». Sono le parole di un commosso Filippo Nogarin, alla cerimonia di intitolazione della sala postconsiliare a Giuseppe Vitiello, il consigliere del M5S scomparso nel luglio scorso.

Vitiello, originario di Ponza ma cresciuto fin da piccolo a Livorno, era molto impegnato nei diritti per i tetraplegici, visto che anche lui stesso si era ritrovato in quelle condizioni in seguito a un incidente durante una escursione con gli scout. Molti gli amici che hanno partecipato alla cerimonia insieme alla famiglia Vitiello, e diversi anche i colleghi pentastellati presenti (per le opposizioni, invece, c'erano solo Elisa Amato, Marco Cannito e Sandra Pecoretti).

Quando il sindaco e la madre di Pino hanno scoperto insieme la targa intitolata all'ex consigliere, la commozione è stata forte: lo si è percepito anche dall'abbraccio fra loro. «Pino sapeva ridere sempre, anche nelle situazioni di conflitto», spiega Nogarin. «Quando lo abbiamo conosciuto – confida sempre emozionato Nogarin – lo consideravamo un diversamente abile, ma lui ci ha fatto subito capire che era il contrario, in questo aveva proprio una marcia in più».

Da qui, il sindaco ha ricordato anche i progetti che l'amministrazione sta cercando di portare avanti, affinché tutti possano accedere in ogni luogo della città. Una lotta portata avanti con impegno dallo stesso Vitiello per molti anni: «Non so se riusciremo a realizzarli totalmente, ma certo ci stiamo mettendo tutto il nostro impegno proprio per Pino». Poi Nogarin aggiunge: «Livorno, fin dalla sua elevazione a città, è stata la terra delle opportunità per chiunque, e lo deve essere ancora oggi».

Lacrime agli occhi anche per Daniele Esposito, che ha ripercorso alcuni episodi vissuti con Vitiello («mi diceva: “chiamami pure come ti pare, ma portami rispetto”, e tutto sempre col sorriso»), mettendo in evidenza come grazie alle uscite con Pino, «mi sono accorto che a volte per qualcuno i piccoli ostacoli sono davvero insormontabili».

Il 6 marzo Pino avrebbe compiuto 52 anni, ma – conclude Giovanni Semeraro, cognato di Vitiello – le persone non si misurano in base all'età, ma per quello che fanno, e Pino in poco tempo ci ha lasciato tanto».

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