Il Tirreno

Livorno

Geometra stroncato a 60 anni da infarto

Leandro Filippi
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Leandro Filippi

Livorno: Autorità Portuale in lutto per la scomparsa di Leandro Filippi. Era dipendente della direzione tecnica settore manutenzioni

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LIVORNO. L'ultimo grido di gioia gliel’ha regalato Paulo Dybala con quel gol à la Pirlo che ha dato alla “sua” Juve la vittoria contro il Sassuolo. Poche ore dopo quella trasferta allo Juventus Stadium, il cuore di Leandro Filippi si è fermato per sempre: forse per via di un infarto. Era nella sua casa nella zona del mercato ortofrutticolo quando si è sentito male.

E adesso, insieme alla sua bella famiglia, lo piangono con affetto i colleghi dell’Autorità Portuale: Palazzo Rosciano è in lutto. In realtà, lui lavorava nella sede staccata accanto alla stazione marittima: è lì il quartier generale della direzione tecnica, della quale Filippi faceva parte come geometra addetto ai lavori di manutenzione. La sistemazione di banchine e piazzali era il pane quotidiano del suo lavoro.

Era in servizio all’Authority fin da quando è nata la nuova istituzione portuale alla metà degli anni ’90. In precedenza era stato gruista e poi impiegato all’Azienda mezzi meccanici e, prima ancora, aveva fatto l’operaio alla Laviosa.

Aveva appena compiuto 60 anni: le candeline sulla torta le aveva spente alla vigilia della Befana.

Il tifo juventino e la passione per il pallone non erano una novità recente: era sempre stato uno sportivo e nel suo curriculum figura anche l’impegno come allenatore nelle squadre giovanili (ad esempio, negli anni scorsi si era occupato degli esordienti del Picchi e poi dei “pulcini” dell’Academy Livorno Calcio.

«È una perdita dolorosa per l’Authority», dice il commissario Giuliano Gallanti: «Il nostro ente perde un collega stimato, un uomo attento, scrupoloso e sempre disponibile. Tutto il personale si stringe attorno ai parenti: alla famiglia di Leandro Filippi faccio a nome di tutti le più sentite condoglianze».

«Un uomo dal cuore d’oro, una persona sulla quale sapevi di poter contare: era uno che se c’era da lavorare non si tirava indietro»: così lo ricordano i colleghi che hanno in tutti questi anni avevano imparato ad apprezzare dal punto di vista professionale così come sotto il profilo delle doti umane.

Lunedì 14 chi gli ha voluto bene e chi lo ha stimato sul lavoro o ai bordi del rettangolo di gioco gli darà l’ultimo abbraccio: appuntamento alle ore 10 con partenza dal Camposanto della Misericordia.

 

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