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Picchetto fisso agli Orti, il collettivo va in Comune
LIVORNO. Non ci sono ruspe in Giovanni da Verrazzano, ma un bel sole caldo. Così già alle 9 i membri del collettivo sono sul prato, seduti o passeggiando, pronti a difendere ad oltranza i terreni...
LIVORNO. Non ci sono ruspe in Giovanni da Verrazzano, ma un bel sole caldo. Così già alle 9 i membri del collettivo sono sul prato, seduti o passeggiando, pronti a difendere ad oltranza i terreni accanto a villa Chajes, dove negli ultimi due anni - dopo decenni di abbandono - sono nati gli Orti Urbani, adottati poi anche dai residenti della zona. «Finché non avremo garanzie staremo sempre a controllare, dandoci il cambio» dicono dal collettivo accanto ad uno striscione con la scritta “Resistenza Ortolana”. Resistenza contro le ruspe della Cooperativa Lavoratori delle Costruzioni (Clc), legittima proprietaria del terreno e pronta a dare il via ai lavori per un progetto già presentato in Comune, che prevede la coesistenza in quei sei ettari di appartamenti privati da costruire e la tutela del verde (orti compresi): il 20 per cento della superficie per le case, il resto per il verde.
Ma il collettivo, così come le persone che hanno adottato un orto, non credono fino in fondo a queste promesse: così è nata la protesta anche veemente di mercoledì mattina.
Ieri, il giorno dopo, nessuna tensione vicino a quei prati, solo giovani a presidiare mentre altri sono andati in Comune per chiedere un incontro con l’amministrazione sulla questione.
Hanno portato con sé anche lo striscione della “Resistenza Ortolana”.
Alla fine verranno ricevuti dal sindaco Filippo Nogarin, che alla fine del faccia a faccia dice solamente: «è stato un incontro cordiale ma siamo rimasti su posizioni differenti». Tradotto: il collettivo non vuole che un solo albero in via Goito venga sostituito dal cemento, mentre l’amministrazione vuole dar seguito al progetto presentato (con tanto di assessori) dalla Clc.
Un progetto che sembrava il punto d’accordo dopo mesi di polemiche, visto che prevede il mantenimento degli orti e delle zone verdi per buona parte di quei sei ettari.
«Per cosa devono costruire palazzi a Livorno, quando ce ne sono decine disabitati e abbandonati» hanno spiegato durante la protesta i membri del collettivo, riassumendo in maniera sintetica la loro posizione.
L’impressione comunque è che il ritorno delle ruspe sia soltanto rimandato di qualche giorno, nella speranza che intanto venga trovato un accordo con residenti e manifestanti perché non ci siano altri picchetti. Ma agli Orti Urbani non tutti sembrano intenzionati a sventolare bandiera bianca.
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