Il Tirreno

Livorno

Il grido degli ambulanti: «Superiamo la Bolkestein»

di Andrea Scutellà
Il grido degli ambulanti: «Superiamo la Bolkestein»

Confcommercio prova a fare chiarezza: «I posteggi storici saranno tutelati» L’assessore Baldari: «A ottobre il bando per mille posti da assegnare nel 2017»

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LIVORNO. Nella gran confusione che c’è per l’applicazione della direttiva comunitaria sulla libera concorrenza spunta anche un «noi abbiamo preso per il c..o il signor Bolkestein!». È il culmine dell’intervento accorato del presidente nazionale della Federazione italiana dei venditori ambulanti (Fiva) Giacomo Errico, che ha parlato agli «Stati generali del commercio ambulante» indetti dalla Confcommercio Livorno alla Galleria Cairoli con tema: «Superare la Bolkstein, rafforzare l’intesa».

Dove per “Bolkstein” s’intende appunto la direttiva comunitaria che dovrebbe regolare il mercato comune interno, partorita da Frits Bolkstein, commissario europeo ai tempi di Prodi. Per “intesa”, invece, la Conferenza unificata - che riunisce regioni, Stato, città e autonomie locali - «sui criteri da applicare per l’assegnazione dei posteggi per le aree pubbliche», ovvero il suolo che occupano i venditori ambulanti nei mercati e fuori. Secondo la direttiva europea la “piazzola” doveva andare all’asta, per l’affitto pluriennale, senza privilegio alcuno per i detentori storici. Che, fino a quel momento, avevano visto le concessioni prorogate senza alcun processo di selezione.

«A Livorno saranno messi a bando quasi mille posti», spiega l’assessore al Commercio del comune Paola Baldari. «Stiamo preparando le gare per ottobre, così saremo pronti per assegnare i posti nel 2017. La Bolkestein è un’occasione per migliorare la qualità merceologica e dell’occupazione del suolo pubblico e per ripensare i mercati perché siano al servizio del cittadino e non viceversa».

Giacomo Errico, nel frattempo, prosegue la sua disamina storica del provvedimento. «Fino al 2009 - spiega - non sapevamo nulla della Bolkstein, nonostante giacesse nei cassetti del nostro Parlamento dal 2006. Poi ci siamo accorti che tutte le concessioni sarebbero andate all’asta». Così la Fiva inizia la sua battaglia e la posizione degli ambulanti finisce sul tavolo della Conferenza unificata come previsto, tra l’altro, dalla legge 59 del 2010 che recepisce la direttiva europea. «La Bolkestein dice che il prestatore uscente non ha alcun “privilegio” sull’assegnazione del posto - spiega ancora Errico - ma quello che Bolkstein chiamava “privilegio” noi lo abbiamo chiamato “professionalità”». Con un artificio linguistico, insomma, cambia l’intero paradigma: secondo l’intesa all’ex affittuario del suolo pubblico spetta fino al 40% del punteggio da acquisire. In più, secondo il documento del 24 gennaio 2013 delle regioni e delle province autonome, che ha valore indicativo ma non normativo, si dovrebbero attribuire tra i 40 e i 60 punti in base all’anzianità dell’impresa. Poi gli altri criteri: imprescindibile diventa quello della regolarità contributiva. Per i posteggi dei centri storici, invece, vengono attribuiti 7 punti a chi assume l’impegno di armonizzare il servizio con il contesto. Per le nuove istituzioni di fiere e mercati verranno premiate con 5 punti la qualità dell’offerta (biologico, made in Italy), con 3 la tipologia del servizio (consegne a domicilio, vendite online) e con 2 l’innovazione.

Tanto il documento, quanto l’intesa rispondono al tentativo di rendere uniforme l’applicazione della direttiva, che resta in capo ai comuni. «Ci sono tanti settori coinvolti - spiega il presidente di Confcommercio Toscana Franco Marinoni - è giusto il principio di libera circolazione, ma non si rischia di cancellare delle certezze? C’è confusione, serve un’interpretazione omogenea».

Agli “Stati Generali” di via Cairoli c’è una buona risposta di pubblico - anche in piedi - d’altronde la provincia di Livorno conta 1.900 imprese attive nel settore. Intorno ad Errico, a margine dell’incontro, si forma un capannello. Il presidente parla dell’assessore al Commercio di Firenze Bettarini, che aveva messo in discussione il criterio del 40%: «Rompe i c.....i, l’intesa ormai è legge». Poi si accorge della nostra presenza: «Basta, non posso parlare», conclude.

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