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«Ctt non reintegra il lavoratore» Usb all’attacco: è accanimento
LIVORNO. «È un accanimento». L’unione sindacale di base di Livorno non usa giri di parole e dopo la lettera firmata dalla società attacca la Ctt Nord, costretta dal giudice a reintegrare un...
LIVORNO. «È un accanimento». L’unione sindacale di base di Livorno non usa giri di parole e dopo la lettera firmata dalla società attacca la Ctt Nord, costretta dal giudice a reintegrare un lavoratore allontanato l’anno scorso con l’accusa di aver manomesso un mezzo pubblico. Una sentenza emessa dal tribunale civile di Pisa, a cui il lavoratore si era appellato, basato sulla mancanza di prove, come spiega il giudice. Ma la società non sembra intenzionata a subire la decisione.
«La Ctt Nord comunica al lavoratore, con lettera del 26 febbraio scorso - spiega in una nota la Usb - il reintegro in organico dal giorno 1 marzo e contestualmente lo dispensa dal prestare servizio fino a nuovo ordine».
Qualcosa di ben diverso da quanto disposto dal tribunale, che ha disposto non solo il reintegro dell’interessato, ma anche il risarcimento allo stesso di tutti gli emolumenti non percepiti dal momento del licenziamento al momento dell'effettivo reintegro.
«Se fin dal primo momento la vicenda ci è parsa quantomeno pretestuosa - continua la nota - oggi, alla luce della sentenza di primo grado, ben ricordando certe dichiarazioni a mezzo stampa del presidente di Ctt Nord, Andrea Zavanella, che si diceva assolutamente certo che fossero stati compiuti atti di sabotaggio dimostrabili, e soprattutto dato il comportamento dell'azienda oggi, che infischiandosene dell’ordinanza nega il ritorno al lavoro al conducente, possiamo ritenere oltre ogni ragionevole dubbio che si tratti di un accanimento che prescinde dalla veridicità dei fatti».
I fatti portano il sindacato di base ad attaccare senza mezzi termini la società. «Un lavoratore preso a capro espiatorio in un momento, la primavera-estate dell’anno scorso, in cui Ctt Nord, a causa delle azioni di protesta dei lavoratori per la cancellazione del contratto di secondo livello, con alcune vetture posto sotto sequestro e con indagini in corso da parte della magistratura sulla manutenzione delle stesse, si trovava in enormi difficoltà».
In sostanza, continua la Usb, «un atto intimidatorio verso tutti i lavoratori, richiamati all’ordine e all’accettazione incondizionata delle forti perdite salariali e normative, e al contempo un tentativo (goffo e bieco) di scaricare sui lavoratori la responsabilità delle drammatiche condizioni del parco vetture. Una dimostrazione di forza quantomeno inopportuna, oltre che inaccettabile sul piano etico, e tuttavia perfettamente in linea con i modi arroganti e vessatori che da sempre hanno contraddistinto i dirigenti di Ctt Nord».
Da qui, la volontà dei sindacati di «portare la vicenda a conoscenza dell’opinione pubblica, impegnandoci a divulgarla nel modo più ampio e capillare possibile, e chiediamo ai comuni azionisti di pronunciarsi in merito».
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