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Livorno

Rabbia nell’indotto «Vergogna, non molleremo»

«Vergogna, noi non molleremo». Tra le ditte dell’indotto di Aamps si respirano rabbia e amarezza. «Il destino di ognuna ormai è il destino di tutti», ripetono gli imprenditori. Ieri, in una assemblea...

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«Vergogna, noi non molleremo». Tra le ditte dell’indotto di Aamps si respirano rabbia e amarezza. «Il destino di ognuna ormai è il destino di tutti», ripetono gli imprenditori. Ieri, in una assemblea ancor più partecipata e tesa del solito, hanno confermato la volontà di «resistere fino in fondo alla prepotenza usata nei loro confronti dal Comune e da Aamps», come si legge in una nota inviata in serata dalla Cna. «Se qualcuno pensava che il primo pronunciamento del tribunale sulla questione concordato disperdesse demotivandole le aziende dell'indotto – interviene il direttore della Cna, Marco Valtriani – ha pensato male. Se pensava di aver già la loro pelle, ha sbagliato ancora di più. Le aziende si sono compattate attorno alla Cna per poter meglio resistere. Nel corso dell'assemblea abbiamo chiamato la presidente della seconda commissione consiliare, Elisa Amato, per chiedere di essere ascoltati e ci ha dato immediatamente disponibilità». «Tra gli imprenditori – riprende Valtriani – adesso regna l'amarezza di essere considerati dal Comune, insieme ai propri dipendenti, dei cittadini con dignità inferiore: da una parte si richiede di incassare tasse come la salatissima Tari, dall'altra si negano i pagamenti che sono loro dovuti. Questa non è la strada giusta: ne siamo pienamente convinti. Vaglieremo ogni via legale per ottenere giustizia del diritto di queste imprese ad essere pagate per il lavoro svolto per Aamps e per tutti i livornesi».

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