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Pagano con soldi falsi: fermati e arrestati
Livorno, due uomini hanno tentato di truffare i negozi di via Donnini: una volta bloccati hanno aggredito anche gli agenti
LIVORNO. A quell’ora via Donnini era un deserto. Le sole luci ad illuminare la strada oltre quelle dei lampioni erano le insegne dei pochi negozi che aprono all’alba di martedì 8 marzo, come i forni, i bar e le edicole. E sono state proprio queste tre attività l’obiettivo di due uomini d’origine straniera, che giravano sul marciapiede in cerca di vittime con diverse centinaia di euro in tasca: tutte false.
La loro idea era quella di smistare queste banconote di carta straccia, ma i commercianti non sono caduti nella truffa e sono riusciti a bloccarli all’interno della panetteria fino all’arrivo della polizia. Ma prima di essere condotti al carcere Le Sughere, c’è stato anche il tempo di un’aggressione ai danni degli agenti.
Erano due uomini dell’Est, già noti alle forze dell’ordine per furti e rapine, come accerteranno in un secondo momento gli investigatori. Sono apparsi in via Donnini lunedì mattina, intorno alle 6.30, quando a parte il freddo non c’è ancora nulla, se non è pochi negozi aperti. La prima tappa dei due è stato il bar, dove sono entrati chiedendo un caffè. La barista lo ha preparato e poi ha presentato il contro: 2 euro. I due a quel punto si sono scusati, spiegando che avevano soltanto una scomoda banconota da 50 per pagare, ovviamente falsa. Il sistema infatti prevede acquisti di poca spesa in modo da avere un resto maggiore con soldi autentici. Un caffè quindi è perfetto.
La barista non si è accorta della truffa sul momento e ha dato tutti e 48 euro di resto ai due, che a quel punto si sono spostati verso l’edicola per comprare il giornale e scambiare di nuovo soldi falsi con quelli veri. E anche qui il colpo è andato a segno.
Il problema per i criminali è arrivato quando sono entrati nel forno, sempre lì vicino, perché accanto alla cassa la titolare ha installato la macchina per il riconoscimento delle banconote: se è autentica si illumina la luce verde, viceversa quella rossa.
I due hanno chiesto solo un pezzo di schiacciata alla ragazza per poi favorire una banconota da 20 euro: lei l’ha passata allo scanner della macchina ed eccola, la luce rossa. La coppia ha provato ad insistere, ma lei ha tirato corto, dicendo che la schiacciata era un omaggio purché si togliessero dai piedi. E i criminali lo avrebbero fatto volentieri, non fosse che proprio in quel momento stavano arrivando al forno sia il titolare del bar che quello dell’edicola.
Il primo infatti si era accorto soltanto dopo che i 50 euro erano falsi e una volta scoperto l’inganno si è lanciato in strada per inseguirli.
«Dove credete di andare?» ha chiesto il barista ai due, consapevole che la polizia, appena avvertita, sarebbe arrivata nel giro di pochi minuti. E così è stato: i negozianti sono riusciti a trattenere i falsari davanti al forno fino all’arrivo degli agenti e quando questi sono arrivati i due li hanno aggrediti. Una baruffa su cui hanno avuto la meglio i poliziotti, sebbene feriti, che infine hanno ammanettato i due e trasportati in carcere in stato di arresto con accuse pensati, contando anche i loro precedenti.
Un sollievo per i commercianti della zona, dato che quando sono stati catturati i due uomini avevano ancora 500 euro in banconote false da smistare.
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