Toscana
Entra in porto il sottomarino 2.0
Nelle acque livornesi i test per l’ultima commessa della Marina militare
LIVORNO. Nelle acque livornesi e ieri in porto è comparso il sottomarino che rappresenta l’ultima commessa della Marina militare a Fincantieri: porta il nome di Pietro Venuti, il secondo capo silurista che nel 1940 a bordo del sommergibile Galvani nel Mare Arabico decise di sacrificarsi per salvare la sua unità e il resto dell'equipaggio. È largo 57 metri, largo 12 e può raggiungere una velocità massima in immersione di sedici nodi ed ha un equipaggio di 27 persone.
Qualcuno lo ha già visto aggirarsi a fil d'acqua al largo della Terrazza Mascagni o dentro il Porto Mediceo: un'enorme “schiena” nera che passa le onde senza muoversi di un millimetro. Appena uscito da cantieri di La Spezia, il sottomarino sta provando tutti i suoi circuiti rotta e radar nel mare davanti alla nostra città: preso in cura dalla Marina e ben protetto dalle forze dell'ordine e dell'Autorità Portuale.
Ieri mattina ha attraccato al molo nella zona dell’ex banchina di allestimento, proprio davanti Assonautica. Costruito per raggiungere la massima velocità possibile sott'acqua, il sottomarino Venuti è stato dotato di un sistema di propulsione a celle a combustibile per la produzione di energia elettrica che garantisce operatività silenziosa e autonomia subacquea di 3-4 volte superiore rispetto a quella assicurata dai sistemi convenzionali a batteria. Non solo: il Venuti fa parte di una seconda serie di costruzione di sottomarini da parte di Fincantieri e rispetto alle prime la differenza sta principalmente nel sistema di combattimento e di comunicazione.
Nel giorno del “battesimo” il ministro della difesa Roberta Pinotti ha sottolineato: «Abbiano deciso di investire sulle costruzioni navali e non è stato un caso. È stata una scelta. Non vogliamo cassintegrati, ma lavoro».(al.f.)
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