La manifestazione
Cgil: poco da festeggiare
Strazzullo: «Macché entusiasmo, Aamps può fallire». Apertura al Cda
LIVORNO. «C'è poco da festeggiare, l'azienda è stata dichiarata fallibile». Alza la voce il segretario della Cgil, Maurizio Strazzullo, che richiama tutti alla prudenza. «Rimango perplesso – interviene – di fronte all'entusiasmo del sindaco e dell'assessore Lemmetti per il via libera alla procedura di concordato da parte del giudice fallimentare, non capisco cosa ci sia da festeggiare. In fin dei conti mi sembra che il giudice dichiari che Aamps può andare in fallimento e che sarà il tribunale a valutare la gestione, il piano industriale e finanziario durante il concordato. Da parte nostra, siamo pronti a confrontarci con il Cda per garantire che le rassicurazioni date al presidente della Regione sul risanamento e la salvaguardia occupazionale di Aamps trovino concretezza nel piano industriale e finanziario».
«Verificheremo inoltre con le imprese dell'indotto – conclude – le ricadute sull'occupazione. E inviterei alla prudenza prima di festeggiare, con l'auspicio di festeggiare tutti insieme a fine percorso».
Tira le orecchie sia al M5S che al Pd il segretario della Fp Cgil, Giovanni Golino. «Gli atti dei giudici – interviene – non vanno caricati di un valore politico. Mentre i due partiti festeggiano, uno felice dell’ammissione al concordato e l’altro perché il Tar gli ha dato ragione sull’Ato, elenchiamo già le prime vittime del concordato. Che noi non abbiamo mai definito illegittimo, ma profondamente sbagliato, per i rischi che comporta». «Il primo marzo – fa così sapere Golino – sono saltati due lavoratori interinali che si occupavano della lotta all’evasione all’ufficio Tia. L’8 marzo è rimasto casa il primo operaio, un operatore del termovalorizzatore che fa parte dei famosi 6 precari non stabilizzati su 39. All’impianto dovranno quindi fare con uno in meno. In più sono usciti due bandi d’appalto per lo smaltimento ceneri e scorie senza clausola sociale, mentre le quindici lavoratrici Pegaso non prendono lo stipendio da due mesi. Insomma, non c’è niente da festeggiare».
Cgil e Fiadel confermano lo sciopero di 24 ore indetto per il 18 marzo.
Juna Goti
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