Gioco
Caso Peter Pan, incontro in Comune tra l'associazione e gli uffici: diffida confermata
L'amministrazione: nessun intento persecutorio, se il centro vuole tenere bambini sotto i 3 anni ci chieda l'autorizzazione, come vuole la legge
LIVORNO. "Nessun intento poersecutorio nei confronti dell'associazione Peter Pan". A sottolinearlo è il Comune di Livorno, nell'incontro che si è svolto lunedì 7 marzo tra il centro di via Cimarosa e il settore “Educazione e Sport”.
Controlli dovuti per legge. Nell’incontro il Comune ha precisato che non c’è stato alcun “intento persecutorio” nei confronti dell’associazione “Peter Pan”; i controlli effettuati infatti alla sede fanno parte dell’ordinaria attività ispettiva che fa carico -obbligatoriamente per legge– ai diversi settori dell’amministrazione comunale -tra cui, prima di tutto, il nucleo Anti Evasione della polizia municipale– così come ad altri Istituzioni/Enti come l’ASL e la Guardia di Finanzia che hanno altresì ritenuto di effettuare controllo presso la sede di via Cimarosa per quanto di loro specifica competenza. Inoltre i tecnici comunali del settore “Educazione e Sport” –ricevuta segnalazione, da parte della polizia municipale, della presenza, nella sede dell’Associazione, insieme ad altre attività di una indicata come “Baby Club 3-6 anni – L'alternativa alla scuola materna”- hanno ritenuto verificare che, la stessa attività, non fosse rivolta anche a bambini di età inferiore ai 36 mesi.
Tale verifica è stata effettuata ai sensi del Regolamento regionale di attuazione (Decreto del presidente della giunta regionale n.33/R del 20.6.2014) della L.R. Toscana n.32/26 luglio 2002 “Testo Unico della normativa in materia di educazione, istruzione, orientamento, formazione professionale e lavoro”.
La Regione Toscana ha approvato tale normativa –alla cui stesura hanno peraltro contribuito molti Comuni, tra cui Livorno– per tutelare i bambini più piccoli per i quali qualsiasi esperienza -soprattutto se fuori dalla famiglia e con altri bambini– ha una valenza educativa, incide sul loro benessere e sul loro sviluppo.
Dalla primaria funzione di tutela dell’infanzia sancita dalla legge, discende l’obbligo per il Comune di verificare che le attività rivolte alla prima infanzia rispondano ai requisiti definiti dalla citata normativa regionale qualunque sia la denominazione, l’ubicazione, la natura giuridica del soggetto titolare e la modalità gestionale di queste attività.
Attività paragonabile a quella di un nido. Avendo riscontrato che nella sede dell’associazione “Peter Pan” le attività denominate “Baby Club” coinvolgevano anche bambini di età inferiore a 3 anni, il Comune –in applicazione della richiamata normativa regionale- ha diffidato l’associazione a proseguirle in assenza di autorizzazione al funzionamento. L’associazione “Peter Pan” sostiene di non “essere un asilo” ma le attività realizzate presso la sede di Via Cimarosa –come verificato dai sopralluoghi ispettivi e come descritto nelle brochure prodotte dall’associazione– nei fatti - per come sono organizzate e per i tempi giornalieri di fruizione da parte dei bambini (inevitabilmente compresivi del pranzo e del sonno, data la loro età) - se/quando accolgono bambini di età inferiore a 36 mesi sono assimilabili a quelle di un “asilo nido”, di uno “spazio gioco” , di un “centro bambini e famiglie” – anche se si chiamano “Baby Club” - e devono quindi essere autorizzate al funzionamento.
Come gestire bambini sotto i 3 anni. Alle rimostranze dell’associazione –che sostiene non esserci affidamento di minori perché i genitori o sono presenti o possono controllare i bambini attraverso il cellulare- il Comune ha risposto specificando:
- che, in assenza dei genitori, i minori devono comunque essere affidati a qualcuno (e una videocamera non è un soggetto giuridico verso cui è possibile farlo), altrimenti sarebbero minori “in stato di abbandono”;
- che l’autorizzazione al funzionamento è obbligatoria anche se le attività (che coinvolgono bambini sotto i 3 anni) sono realizzate con la presenza dei genitori (attività che nel regolamento regionale è disciplinata come “centro bambini e famiglie”).
Diffida confermata. Il Comune quindi conferma la propria valutazione (e la diffida) a tutela dei bambini e nel rispetto di tutti gli altri Soggetti privati (Imprese, Cooperative, Associazioni) che svolgono attività rivolte alla prima infanzia nel rispetto della legge, dopo aver richiesto ed ottenuto l’autorizzazione al funzionamento da parte del Comune. Nulla vieta anche all’Associazione “Peter Pan” -se vuole proporre attività ai bambini di età compresa tra 3 e 36 mesi- di chiedere l’autorizzazione al funzionamento: se la sede e le persone utilizzate hanno i requisiti previsti dalle norme regionali, potranno averla nel tempo massimo di un mese (come prevede la procedura comunale). Gli uffici comunali rimangono comunque disponibili ad ulteriori chiarimenti con l’Associazione “Peter Pan” e/o con le famiglie interessate in un’ottica di trasparenza e disponibilità.
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