Gioco
«Promesse mantenute una linea che farà scuola»
Nogarin: «Non dicevano che era impossibile?». Il tribunale boccia anche l’ipotesi di ricapitalizzare. E il sindaco attacca gli ex: «Buona fortuna, ne avrete bisogno»
LIVORNO. «Ma non avevano detto che il concordato non si poteva fare? Lo avevano detto in consiglio comunale, lo aveva detto il presidente dei revisori, molti delatori. Dicevano che non sarebbe mai stato accettato, che non era una strada percorribile: e ora...?». Filippo Nogarin risponde di getto poco dopo aver letto l'atto con cui la sezione fallimentare del tribunale ha giudicato «ammissibile» la richiesta di concordato per Aamps.
Legge il dispositivo, poi apre Facebook. «In questi ultimi tempi – scrive – ci hanno accusato di tutto. Di essere contro i lavoratori (e abbiamo assunto 33 precari), di aver intrapreso strade illegali, di minacciare la salute pubblica, di fare chissà quali operazioni. Oggi però, l'unico organo, in mezzo a un oceano di chiacchiere, che era veramente titolato a parlare, la sezione fallimentare del tribunale, ha proferito la sua parola: l'istanza di concordato preventivo in bianco di Aamps è stata accolta. È stato indicato il termine di 60 giorni per la presentazione del piano e dei documenti ed è stato nominato un commissario giudiziale che potrà finalmente aprire quella scatola in cui sospettiamo troverà molte sorprese».
«Ancora una volta – scrive – ci avevano detto che era impossibile, sbagliato, nefasto e improprio. Oggi, invece, come per il reddito di cittadinanza locale, la promessa è stata mantenuta. Perché noi del M5S abbiamo solo un parola».
E le parole si fanno pesanti: «Ora a tutti quelli che in questi anni hanno ammorbato l'Aamps, utilizzandola come ufficio di collocamento e per praticare la più becera delle politiche clientelari, auguro buona fortuna. Ne avrete bisogno».
Al di là delle lotte politiche, è su un passaggio dell'atto che si concentra l'attenzione del primo cittadino: quello in cui i giudici bocciano una eventuale ricapitalizzazione, strada che fin dall'inizio il sindaco e l'assessore al bilancio hanno ripetuto di non voler imboccare. Lemmetti ieri ha reagito così sulla pagina Fb: «L'onestà paga sempre, quella intellettuale ancora di più. Oggi è un grande giorno».
«Il dispositivo – entra nel merito il sindaco contattato dal Tirreno – condanna ferocemente la ricapitalizzazione. Forse anche con il rischio di sembrare poco umile, mi piace manifestare l'eccellenza di Livorno: siamo andati alla ribalta nazionale per la questione dell'Imu delle scuole parificate e abbiamo fatto scuola, poi siamo andati alla ribalta per Aamps e ci hanno sparato addosso di tutto. Ora questo atto “rischia” di fare giurisprudenza: per le società partecipate traccia un modello che potrebbe essere preso come esempio negli anni futuri, una linea di demarcazione netta tra ciò che era e ciò che sarà».
«Finalmente – chiosa Nogarin – passa la linea che non è sempre il cittadino a pagare le inefficienze di una classe politica. Perché l'ente ricapitalizzatore delle società pubbliche, alla fine, sono sempre le tasche dei cittadini e far sì che in questo caso non avvenga è una linea di demarcazione che ci sentiamo di rivendicare».
«Non voglio speculare su questa situazione – conclude – Livorno ha bisogno di coesione e ancora una volta invito tutti, anche in virtù di quello che ha detto il tribunale, a mettersi al tavolino con un atteggiamento costruttivo, di moderazione e di unione».
Juna Goti
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