Italia
Bacino, i disoccupati chiedono il dissequestro
Ex Trw, presidio all’Authority e in Comune. Fiom: la gara deve riprendere. Cisl: non si perda altro tempo
LIVORNO. Torna sotto i riflettori la questione dei bacini di carenaggio come «sbocco di lavoro e creazione di un importante polo delle riparazioni navalmeccaniche dopo anni di inutilizzo e smantellamento del grande bacino in muratura». A rimetterla al centro dell’attenzione è la protesta di un gruppo di lavoratori ex Trw e disoccupati dell’area di Vertenza Livorno che ieri mattina sono andati prima all’Autorità Portuale e successivamente a Palazzo Civico per insistere su questo fronte. Nel mirino soprattutto la gara per l’affidamento dei bacini (e il sequestro dell’area in seguito all’incidente mortale che nell’agosto scorso costò la vita a un operaio).
In una lettera aperta al commissario dell’Authority Giuliano Gallanti – dopo aver fatto riferimento alla “lettera dei 60” che ha trovato eco anche nella mozione proposta da Lega, Sinistra Italiana e altri in Regione – hanno chiesto «quali azioni a breve siano state poste in atto, anche di concerto con l’autorità giudiziaria, per addivenire allo sblocco della gara bandita e creare le condizioni per dare opportunità di lavoro in un settore di grande mercato». Lo hanno ribadito dopo aver chiesto un faccia a facciua con i vertici di Palazzo Rosciano per «illustrare la grave situazione di molte famigle senza lavoro, così com’è accaduto con sindaco di Collesalvetti, il presidente della Regione Toscana e l’assessore Martini del Comune di Livorno».
Nella “lettera dei 60” era stato messo in evidenza che gli accordi sulla reindustrializzazione e la dichiarazione di area di crisi complessa «hanno un senso se sono seguiti da fatti concreti»: lo sguardo è fissato sull’esigenza di «risolvere il problema di chi ha perso o sta per perdere la mobilità e per gli over 50», oltre che sul msostegno al reddito «nell’attesa che si crei nuovo lavoro».
FiOM CGIL: la gara dei bacini deve riprendere. «Riprenda il prima possibile»: la segreteria Fiom Cgil, la Rsu e il comitato iscritti del cantiere Azimut Benetti lo dicono per sollecitare il riavvio della gara dei bacini (per «dare una rapida risposta occupazionale al territorio»). Diporto e bacini sono «realtà industriali rilevanti per il nostro territorio e peculiare visione di un’area portuale. È per questo che dal fronte Fiom si alza la richiesta a amministrazioni locali e regionali di intervenire per chiedere l’accelerazione delle pretiche del dissequestro. «Il protrarsi del sequestro per le opportune indagini della magistratura del bacino galleggiante Mediterraneo – si afferma – sta procurando notevoli disagi». Ecco perché parte la sollecitazione «in un'ottica di salvaguardia dei lavori in corso e di quelli futuri».
«Il porto turistico, le concessioni e autorizzazioni – si sottolinea – potrebbero essere il volano per dare un segnale di ripresa concreta per la città, auspicando una risposta occupazionale che, in primo luogo, guardi ai disoccupati locali» .
CISL: situazione insostenibile, non si perda altro tempo. Su questi temi interviene anche la Cisl per mano del segretario generale Giovanni Pardini, che invita a mettere l’accento sul fattore tempo. È «decisivo»per quel che riguarda le opportunità degli investimenti a breve-medio termine («la costruzione della Darsena Europa prevederà, e lo sappiamo tutti, tempistiche di lungo termine») così come prevede il percorso di Invitalia per registrare tutte le proposte correlate a progetti e investimenti. Ma la Cisl insiste soprattutto sul «grande potenziale occupazionale delle riparazioni navali». A tal riguardo ricorda che «diventa impellente quindi prendere in seria considerazione la questione del bando dei Bacini di carenaggio, galleggiante e grande in muratura, visto gli interessati come la Jobson group che propongono da subito 25 milioni di investimenti e 150 assunzioni».
A ciò si aggiunga l’esigenza, cumulando «tutte le risorse possibili tra Stato, Regione e Comuni» di «supportare per almeno 2 anni il reddito delle persone senza alcun sostegno anche attraverso lavori socialmente utili» . Pardini chiede anche «un censimento rispetto alle scadenze delle coperture degli ammortizzatori sociali» e «percorsi agevolati per possibili sblocchi pensionistici per quei lavoratori che hanno un'età avanzata difficilmente ricollocabili».
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