Il Tirreno

Livorno

Aamps: il tribunale accoglie la richiesta di concordato

Enrico Paradisi
I mezzi Aamps
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I mezzi Aamps

Livorno, la notizia è arrivata nella mattinata di lunedì 7 marzo. Soddisfatta l'amministrazione comunale. I gudici: "il Comune non deve coprire il buco della società". Nominato come commissario il commercialista Fabio Serini 

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LIVORNO. Il tribunale di Livorno ha dato l’ok al concordato preventivo in continuità aziendale richiesto da Aamps. La notizia è arrivata nella mattinata di lunedì 7 marzo ma il dispositivo è stato depositato alla cancelleria del tribunale il 3 marzo. La richiesta, invece, era stata depositata a fine febbraio dall’azienda e dopo una valutazione la sezione fallimentare ha dato il suo benestare in una sentenza di quattro pagine al termine della quale ha nominato come commissario giudiziale il commercialista Fabio Serini che "vigilerà sul corretto adempimento degli obblighi informativi". Con cadenza mensile - è l'intimazione dei giudici - Aamps dovrà depositare al commissario e a Tribunale la situzione finanziaria dell'impresa, nonché una relazione sulla gestione finanziaria dell'impresa e sull'attività compiuta "ai fini della predisposizione della proposta e del piano" . Soddisfatta della decisione l’amministrazione comunale.

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Come detto, sono quattro le pagine del tribunale fallimentare di Livorno firmate dai giudici Luigi Nannipieri, Gianmarco Marinai e Franco Pastorelli, con le quali si dà avvio alla procedura concorsuale della società dei rifiuti in forte crisi e con un debito di milioni di euro. "Rilevato - scrivono i giudici - che l'istante (dunque Aamps) ha provveduto a presentare, secondo quanto richiesto dall'articolo 161 sesto comma la domanda di concordato e i bilianci degli ultimi tre anni".  Ritenuto che - si legge ancora - sulla base delle considerazioni svolte e della documentazione prodotta, il concordato preventivo sia ammissibile". Nel documento si elencano anche le ragione per cui Aamps possa accedere alla procedura concorsuale, facendo chiarezza anche sulla natura della società, partecipata al 100% dal Comune. Scrivono i giudici: "Ad oggi non sussistono sufficienti elementi per poter qualificare Aamps come ente pubblico".

Il motivo? "Nel caso in cui si escludesse l'applicabilità della legge fallimentare - si legge ancora - sarebbe totalmente frustrato il sistema di pubblicità legale del registro delle imprese, che suscita nei terzi un legittimo affidamento all'assoggettabilità delle società al regime dell'imprenditore commerciale. Inoltre, si violerebbero clamorosamente i principi di concorrenza e di parità di trattamento tra imprese, e soprattutto si lascerebbe ai creditori la possibilità di azioni esecutive individuali che potrebbero impedire di fatto la prosecuzione dell'attività economica e la conservazione dei valori aziendali".

Ma il passaggio più importante che viene toccato dai giudici è quello che riguarda il ruolo del Comune di Livorno nei confronti dei debiti di Aamps. "Non solo - concludono - non sussiste alcun obbligo da parte dell'Ente pubblico di finanziare la società partecipata in perdita, ma anzi l'intervento pubblico teso a ricapitalizzare la società in caso di perdite non è ammesso se non in casi eccezionali, dovendo le società pubbliche essere gestite sulla base di principi di economicità, efficienza e legalità finanziaria".   

 

In questi ultimi tempi ci hanno accusato di tutto. Di essere contro i lavoratori (e abbiamo assunto 33 precari), di aver...

Pubblicato da Filippo Nogarin Sindaco di Livorno su Lunedì 7 marzo 2016

 

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