Toscana
Mascagni, al via la rassegna Nardini
Da domani sul palcoscenico tanti giovani talenti della musica classica
LIVORNO. La Rassegna Pietro Nardini per complessi di musica da camera dei Conservatori - realizzata dall'associazione Amici del Mascagni e dal Conservatorio livornese, con il patrocino del Comune e della Provincia di Livorno - giunge quest'anno alla sua sedicesima edizione.
Nata a proseguire la tradizione dei Concerti della domenica, la rassegna è ormai un appuntamento consolidato con la città e offre ai migliori giovani del Mascagni e di altri Conservatori l'occasione di confrontare le proprie esperienze artistiche e formative e di cimentarsi nel rapporto con il pubblico.
Da domani fino al 17 aprile ogni domenica alle 11, con la sola eccezione della domenica di Pasqua, si ascoltano nell’auditorium Cesare Chiti diverse formazioni cameristiche in concerti a ingresso libero.
Si tratta di oltre 60 giovani musicisti che provengono da 9 diverse scuole: oltre che dal Mascagni e dagli altri Conservatori toscani - il Cherubini di Firenze, il Boccherini di Lucca, il Franci di Siena insieme con la Scuola di Musica di Fiesole - vi sono molti strumentisti che vengono dal Paganini di Genova, dal Puccini della Spezia, dal Canepa di Sassari e dal Dall'Abaco di Verona.
Il concerto inaugurale di domani alle ore 11, nell'Auditorium Cesare Chiti, ospita nella prima parte del programma i giovani Alessio Preosti al flauto, Nicola Rossin al contrabbasso, Mattia Basi alla batteria e Alexandra Stradella al pianoforte, tutti del Conservatorio Felice Dall'Abaco, che sono interpreti della Suite per Flauto e Jazz Piano Trio, n. 1, del francese Claude Bolling, un musicista dotato di tecnica straordinaria, che frequenta intensamente il mondo dei grandi autori-interpreti del jazz: da Rex Stewart a Lionel Hampton, da Roy Eldridge a Kenny Clarke.
I giovani del Mascagni, nella seconda parte del programma, ci portano a ritroso di un secolo con il Trio in mi bemolle maggiore per violino, corno e piano op. 40, composto nel 1865 da Johannes Brahms (1833-1897).
Questa resta l'unica pagina brahmsiana di musica da camera in cui compare il corno, strumento peraltro amatissimo dall'autore, che in questo Trio lo chiama nel ruolo che appartiene tipicamente al violoncello. Ne sono interpreti Stefania Paolicelli al violino, Jacopo Mai al pianoforte e Giovanni Castelli al corno.
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