Gioco
Altri cinque sfondamenti alla Chiccaia: situazione fuori controllo
Livorno, appartamenti depredati e occupati. Qualcuno ha messo un cartello sulla porta: “Casa abitata, non occupare”
LIVORNO. Ormai il blocco della Chiccaia sembra diventato un angolo di far west ai confini della città. Tra giovedì e ieri altri cinque appartamenti sono stati sfondati. Pare che in tre di questi si siano stabilite alcune famiglie. Altri due invece, disabitati ma con i mobili ancora all’interno, sono stati depredati. Hanno portato via una lavatrice, una stufa, un armadio. Poi si sono dileguati. Tutto alla luce del sole, in pieno giorno.
Alla polizia e ai vigili urbani non è rimasto che raccogliere le testimonianze dei residenti e redigere i verbali di rito.
Qualcuno per la paura di rientrare a casa a sera e ritrovarsi gente sdraiata sul proprio divano, ha messo alla porta di casa un cartello: “Appartamento abitato, non sfondare, grazie”.
E’ lo specchio di una situazione ormai fuori controllo. A quanto pare né Casalp, né il Comune sono in grado di sapere con esattezza quali appartamenti sono ancora abitati, quali invece sono stati svuotati, quali occupati.
Ora i proprietari, gli assegnatari, gli occupanti senza titolo hanno paura. Ci raccontano il loro dramma ma ci pregano di non scrivere i loro nomi. «C’è gente che ha davvero bisogno, ma girano anche persone pericolose. Abbattono le porte, sventrano i muri, scardinano le finestre, la Chiccaia è diventata un posto dove le regole non esistono. Siamo disperati», ci raccontano i reduci di questo complesso eretto nel 1933, semisvuotato in vista di un abbattimento imminente, fino a quando il Comune non ha deciso di destinarlo all’emergenza abitativa.
Stamani i proprietari annunciano una visita in municipio. «Devono darci una risposta, devono spiegare cosa vogliono fare. E’ facile dire che non si abbatte più, servono dei piani, servono dei controlli, che invece non ci sono. Sanno bene che tra poco la Chiccaia sarà nuovamente tutta abitata abusivamente e ancor più distrutta. A quel punto come faranno ad utilizzare queste mura per l’emergenza abitativa?», dicono. «Il Comune deve trovare una soluzione per chi è in attesa di andarsene. Gli assegnatari in attesa di una collocazione, i proprietari che da tempo hanno avuto la promessa di essere sistemati altrove e risarciti. Il sindaco deve risponderci».
Le foto qua sopra, scattate al civico 62, raccontano la cronaca delle ultime 48 ore. Al pian terreno l’assegnatario sta cambiando casa e ha lasciato alcuni mobili. «Alle 8.30 - raccontano alcuni residenti - era tutto a posto, alle 9.30 la serranda era stata strappata, la finestra sfondata. Si sono portati via una lavatrice e una stufa, uscendo tranquilli dalla porta».
Accanto hanno sfondato il muro, invece. E’ venuto giù a martellate e pedate. «Sono entrati, hanno visto che non c’era niente da prendere e se ne sono andati».
Al piano di sopra, su un’altra porta murata, qualcuno ha impresso nel cemento una scritta: “vergogna”. Non c’è firma, non c’è destinatario. Ma niente potrebbe definire meglio questo dramma che vede intrecciarsi i destini di gente disperata disposta a dormire anche tra topi e muffa e in case abbandonate per di avere un tetto, di gente disperata che non ce la fa più a vivere tra topi e muffa in case abbandonate, e di gente senza scrupoli che approfitta di questo caos per rubare o prendersi una casa senza averne diritto.
Giulio Corsi
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