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Caso "Peter Pan", il presidente dell'associazione si difende: 4 controlli in 4 mesi, accanimento verso di noi
Il titolare scrive alle istituzioni dopo la diffida del Comune: non siamo un asilo, ma un’associazione sportiva, dilettantistica e di promozione
LIVORNO. «Abbiamo subito provveduto ad avvisare tutte le mamme e abbiamo allontanato i bambini al di sotto dei 3 anni e vogliamo precisare che non siamo un asilo, ma un'associazione sportiva dilettantistica e di promozione sociale dove le mamme vorrebbero far giocare i loro piccoli con le ragazze socie per non tenerli a casa: non li portano negli asili convenzionati perché non ci sono posti oppure perché costano troppo», chiarisce Raffaele Maresca.
Lui è il presidente del Peter Pan - affiliato al circolo Csen - di via Cimarosa: nei giorni scorsi il Comune ha diffidato il centro, obbligando l'associazione a cessare l'attività svolta con i baby al di sotto dei tre anni, perché sprovvista delle necessarie autorizzazioni per tenere piccini dai 3 ai 36 mesi (come richiede la normativa). Secondo il sopralluogo fatto dagli uffici preposti, con vigili urbani e Asl, 9 bimbi su 23 erano sotto la fascia d'età consentita. «Siamo una realtà formata da tantissimi soci e ci dedichiamo da oltre 20 anni allo sport, musica, ludoteca, animazione per bambini. Collaboriamo con i servizi sociali del Comune di Livorno e abbiamo contatti con altri Comuni che ci mandano operatori a fare formazione da noi. Ospitiamo bambini disagiati gratuitamente offrendo sport e compleanni a chi non ha le possibilità. Abbiamo le telecamere e le mamme possono vedere i bambini soci dal proprio cellulare. Da circa 4 mesi abbiamo avuto 4'controlli». Il presidente scrive alle istituzioni locali per dire le proprie ragioni: abbiamo provato a contattarlo telefonicamente invano e prendiamo a riferimento la sua lettera messa sul web.
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Sono tante le famiglie che lo supportano con commenti a sostegno. «La sera dell’ultimo controllo i soci hanno protestato perché i bambini si sono spaventati e la serata rovinata. Dai controlli ci contestavano la presenza la mattina di bambini di quasi 3 anni con le nostre collaboratrici. Non siamo un asilo, la maggioranza dei piccoli hanno 3/4/5 anni; solo a qualcuno mancava pochissimi mesi o giorni al raggiungimento del 3 anno», precisa ancora. Il centro Peter Pan è molto frequentato in città o offre un ventaglio di attività variegato: si organizzano compleanni, si fa “baby club 3-6 anni”, feste disco-pizza, cerimonie di laurea, scuola di ballo. «La nostra associazione - continua Maresca nella lettera - dà la possibilità di venire anche ad orari e con frequenze flessibili e soprattutto vedere il proprio piccolo sul cellulare. I piccoli al di sotto dei 3 anni vengono con le baby sitter o con le mamme anche di pomeriggio ma il Comune ci contesta solo la mattina. Inoltre ci minacciano di tornare. Non riusciamo a capire tutto questo accanimento». Maresca ricorda tutte le attività sociali svolte: «Da noi si fanno attività sociali e collaborano più di 15 soci che prendono rimborsi per i corsi e altro. Siamo disposti a dialogare e a rispettare le regole e a capire cosa non va. Siamo disperati e con la voglia di mollare. Chiediamo solo di lavorare e non di essere trattati come abusivi perché paghiamo le tasse e siamo onesti. Con umiltà ci piacerebbe migliorare e portare le modifiche che ci chiedono ma rimanere a Livorno perché andare via sarebbe una sconfitta per tutti».
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