Il Tirreno

Livorno

«Quell’istanza di fallimento dovuta alle frasi di Carpano»

di Giulio Corsi
«Quell’istanza di fallimento dovuta alle frasi di Carpano»

Castelnuovo contro il presidente dei sindaci: inaccettabile che esponenti aziendali si pongano come interlocutori di stampa e politica, segnaleremo alla magistratura

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LIVORNO. «Sono state deliberate le 33 assunzioni senza che i nuovi amministratori avessero minimamente cognizione di quelli che sono i problemi principali di Aamps».

«Il nuovo cda ha già dato un chiaro segnale di fregarsene di quel che è stato detto prima, dei pareri dei legali chiesti da Aamps, degli atti di Iacomelli».

E ancora: «Noto un atteggiamento che non rientra nei normali canoni amministrativi. Qualsiasi amministratore che si insedi per la prima volta in un'azienda, legge, vede, studia, capisce le priorità. Se così fosse successo, sarebbe stata fatta intanto una proroga per i contratti in scadenza dei precari e sarebbero stati affrontati nel primo cda i problemi impellenti di Aamps, da Rari ai pagamenti, dall'insolvenza ai rapporti col Comune e a come il socio metterà a disposizione i soldi che ci deve. Questioni scottanti per un'azienda insolvente. E invece cosa hanno fatto? L'unica cosa che poteva essere posticipata senza creare pregiudizio a nessuno. E' un segnale negativo, una chiara eterodirezione».

Le durissime parole del presidente del collegio sindacale di Aamps Francesco Carpano, sul Tirreno del 27 gennaio, devono essere rimaste indigeste al nuovo cda di via dell’Artigianato. Così come l’ipotesi presa in considerazione dallo stesso Carpano di attivarsi secondo l’articolo 2409 del codice civile, cioé di denunciare al tribunale i fatti se vi sia fondato sospetto che gli amministratori abbiano compiuto gravi irregolarità.

E un mese dopo, la risposta del consiglio di amministrazione è arrivata. E’ una risposta indiretta, che racconta però di un rapporto burrascoso - al di là dei comunicati che parlano di clima sereno - tra l’organo amministrativo di Aamps e l’organo di controllo. Lo si può individuare leggendo l’ultimo verbale del cda del 23 febbraio (in cui Carpano era assente).

Durante la riunione il presidente Castelnuovo ha attribuito a «dichiarazioni inopinatamente effettuate dagli esponenti aziendali di Aamps» la decisione di Center Trucks Srl di presentare istanza di fallimento per i 113mila euro di credito vantato. «Quell’istanza - secondo Castelnuovo - è motivata esclusivamente dalle notizie di stampa conseguenti a dichiarazioni il cui contenuto sta esponendo la società a grave pregiudizio».

Non finisce qui. Perché Castelnuovo replica anche al fatto che Carpano abbia allertato i revisori del Comune sull’ipotesi di muoversi ex articolo 2409. E annuncia che inviterà il presidente dei sindaci a rappresentare in primis alla società eventuali rilievi, «risultando incomprensibile la ragione per cui l’organo di controllo della società, anziché rivolgersi in primis al cda, invochi l’intervento di terzi estranei all’organizzazione sociale».

I toni salgono e l’ultimo punto messo all’ordine del giorno dal cda sembra aprire una vera e propria resa dei conti tra consiglio di amministrazione e collegio. Castelnuovo accusa Carpano di aver «inviato ad un funzionario comunale informazioni concernenti l’odierno cda (quello del 23 febbraio scorso, ndr)». «Una condotta - aggiunge - che non può essere ulteriormente tollerata».

Poi l’accusa diventa gravissima: «Non è ammissibile - continua Castelnuovo - che vi siano esponenti aziendali che divulgano volontariamente gli atti societari cercando di porsi quali interlocutori degli organi di stampa o di forze politiche o in funzione di sollecitare ingerenze nella gestione della società».

E così arriva il richiamo al collegio al rispetto della riservatezza: «Ulteriori violazioni formeranno oggetto di segnalazione alle autorità giudiziarie e professionali». Non è un caso che tra gli incarichi previsti nella seconda consulenza affidata all’avvocato Lanzalone ci sia anche quella relativa «al regime di responsabilità degli organi di controllo e alla valutazione del danno conseguente all’eventuale violazione degli obblighi di legge e di statuto».

Finirà qui? Difficile. Anche perché a quanto risulta anche Carpano e gli altri due membri del collegio si sono - da tempo - affidati ad un legale. Il che lascia intendere che un altro filone di battaglie attraverserà presto le intricatissime vicende di Aamps.

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