Il Tirreno

Livorno

Ltm, l’altolà dei sindacati «Preoccupati per il lavoro»

Ltm, l’altolà dei sindacati «Preoccupati per il lavoro»

Domani sciopero di 24 ore, a vuoto i tentativi al tavolo della Confindustria Rsu e sigle di categoria: non accettiamo il declino, difendiamo l’occupazione

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LIVORNO. Fra i danni collaterali della “guerra dei ro-ro” – cioè relativa al traffico di camion e rimorchi via nave – c’è «il sostanzioso calo di lavoro» alla Ltm di Renzo Conti, fino a poco tempo fa protagonista indiscusso sul fronte del porto per quanto riguarda le “autostrade del mare”. A denunciare i problemi sono le organizzazioni sindacali di categoria Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti, che per alzare la voce hanno deciso di mettere nero su bianco la proclamazione di 24 ore di sciopero chiamando a incrociare le braccia domani la cinquantina di addetti di questa che è una delle aziende di rilievo all’interno della comunità portuale.

È da aggiungere che stavolta i sindacati hanno fatto quadrato tutte le sigle del mondo confederale insieme alle Rsu: in passato, nelle lotte sindacali relative al settore dei ro-ro non era mancati distinguo fra la Filt Cgil, da un lato, e la Fit Cisl insieme alla Uiltrasporti, dall’altro. Basti pensare all’ultimo braccio di ferro con l’Authority non più tardi di qualche settimana fa proprio sulle strategie in questo settore così nevralgico per le banchine livornesi da valere un doppio primato: Livorno è il primo porto italiano nei ro-ro e questa è la prima tipologia di traffico per tonnellaggio fra tutte le merci movimentate nel nostro porto. Eppure adesso i sindacati sono tutti d’accordo nell’indire l’astensione dal lavoro: segno che il “termometro” della preoccupazione segna “febbre”.

Dietro lo sciopero c’è una pluralità di motivi, dicono i sindacati. A cominciare dalla «grande preoccupazione» per la flessione del lavoro: timori tutt’altro che mitigati dai diversi incontri con la società presso la sede di Confindustria, tengono a sottolineate le sigle di categoria e le Rsu. Nel mirino dei rappresentanti dei lavoratori è il fatto che la diminuzione del lavoro negli utlimi anni «fa apparire la gestione aziendale come debole e insufficiente».

Non basta: per i sindacati manca «una strategia complessiva, volta anche a migliorare le condizioni organizzative, che più volte è stata annunciata ma mai concretamente presentata». All'azienda viene rimproverato di aver «preferito, in spregio alla contrattazione collettiva nazionale e aziendale, proseguire con interventi unilaterali e incomprensibili dal punto di vista dei lavoratori, che hanno avuto come unico effetto quello di smontare ciò che con l'azienda si è costruito negli anni».

E di fronte alla proprietà che denuncia esuberi, ribattono che «non siamo più disponibili ad assistere al lento declino della società che appare oggi senza un progetto e senza una possibilità di guida». A tal riguardo, chiedono il «rispetto delle relazioni sindacali», che ripristini «gli accordi già condivisi e sottoscritti ed eventualmente rivedibili, rispetto a un patto solido per il futuro» (con «le dovute garanzie occupazionali»).

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di Redazione web