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L’ex pm in Senato accusa il vice capitano del Moby Prince
De Franco seguì l’inchiesta, ascoltato in Commissione «Per ricostruire i fatti ora usiamo le nuove tecnologie»
LIVORNO. «A mio parere era da imputare il vice comandante perché era lui quel giorno il facente funzioni». È questa una delle dichiarazioni fatte dall’ex pubblico ministero Luigi De Franco durante la sua audizione in Commissione d'inchiesta sulla tragedia del Moby Prince.
«Non so se quella a cui siamo arrivati sia la verità sostanziale, i dati che avevamo a disposizione portavano a quelle conclusioni», aggiunge De Franco, il sostituto procuratore di Livorno che ha avviato le indagini per il primo processo sul disastro Moby Prince.
«Il suo è stato un contributo - spiega il presidente della commissione Silvio Lai - che si aggiunge a quello degli avvocati di parte civile sentiti le settimane scorse e dei giornalisti Mannironi, Testa e Arrighi, per cercare di delineare il quadro giudiziario formatosi dai primi momenti successivi all'incidente fino alla celebrazione dei processi».
Il magistrato ascoltato, racconta Lai, «ha svolto tutte le indagini e costruito il quadro probatorio per il primo processo, ma non ha partecipato al dibattimento del processo di primo grado perché prima del suo inizio ha scelto di proseguire la sua carriera come giudice del lavoro. Nella sua memoria sono vivissime le varie fasi della vicenda giudiziaria e dalla sua esposizione giungono importanti puntualizzazioni e spiegazioni su alcuni degli aspetti più controversi dell'indagine. Ad esempio sulla richiesta di archiviazione per l'armatore. Non sono emersi difetti strutturali nella nave che potessero giustificare una sua responsabilità».
Sull'organizzazione dei soccorsi, prosegue il racconto del magistrato, «fu nel dibattimento che si scelse di considerare come riferimento la perizia Bargagna che quantificava la sopravvivenza delle vittime in 30 minuti motivo per il quale si profilava una condotta inadeguata nei soccorsi ma non il nesso di causalità con la morte delle vittime».
«Anche De Franco, come già avvenuto nel corso delle altre audizioni della commissione, ha infine evidenziato l'importanza di poter utilizzare le nuove tecnologie nell'esame di alcune prove documentali, come ad esempio le registrazioni dei nastri delle radio. Le audizioni della commissione - avverte Lai - proseguiranno con i giudici Grazia D'Onofrio e Maria Sammarco e martedì pomeriggio con l’ex pubblico ministero, ora giudice, Carlo Cardi che condusse il processo il primo grado».
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