Il Tirreno

Livorno

Picchia i genitori e l’ex compagna per la droga: arrestato operaio

di Alfredo Faetti

Indagini dei carabinieri su un livornese di 26 anni che ha tormentato i familiari per estorcere i soldi Schiaffi, minacce col coltello e sigarette spente sul braccio della madre, ha aggredito anche la nonna

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LIVORNO. Ha riflesso l’inferno della dipendenza su chi gli ha sempre voluto bene, nonostante tutto. Nonostante le botte, nonostante le sigarette spente su un braccio, nonostante le minacce di morte con tanto di coltello.

Il suo bisogno di eroina e cocaina lo ha portato a livelli di violenza inauditi, scaraventando in un incubo i suoi genitori, la nonna e la ex compagna, minacciati e picchiati per oltre un anno ogni volta che si rifiutavano di dargli i soldi necessari per comprarsi la droga. Ma alla fine il suo regno di terrore è caduto grazie all’intervento dei carabinieri, che lo hanno arrestato con l’accusa di violenza, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale.

La storia di Tommaso Chellini, 26 anni operaio livornese, si è fermata qui. Il nome del giovane non trapela dalle forze dell’ordine, ma dagli ambienti in cui era conosciuto: gli stessi che lo hanno spinto sul sentiero oscuro della dipendenza. Una situazione delicata, la sua, che con il passare del tempo ha coinvolto anche i suoi cari. L’eroina, la dipendenza, un’indole irrequieta capace di esplodere in vampate di una violenza incredibile.

Nel corso dell’ultimo anno sono molti e inquietanti gli episodi raccolti dal nucleo operativo dei carabinieri.

C’è quel coltello con cui ha ferito la madre e quella sigaretta che le ha spento sul braccio; ci sono i vasi lanciati dalla terrazza di casa ogni qual volta la donna si rifiutava di sborsare il denaro. E ci sono pure gli schiaffi dati alla nonna, che di anni ne ha 78, colpevole di essersi messa di mezzo durante una lite furiosa avuta con il padre.

Calci, pugni, schiaffi e minacce. Tutto sempre e solo per lo stesso obiettivo: estorcere soldi per poi comprare lo stupefacente. Un trattamento riservato non solo ai genitori e all’anziana nonna, ma anche alla ex fidanzata, , costretta a subire diverse lesioni. E a suon di botte, Chellini è riuscito nel tempo a farsi dare molti soldi, andati direttamente nelle tasche degli spacciatori.

Era questo l’inferno che il 26enne rifletteva su chi gli ha sempre voluto bene, nonostante tutto: persone che alla fine hanno ceduto alle sue pressioni e alle sue botte, fatta eccezione di pochi ma importanti episodi. È in queste occasioni infatti che Chellini ha messo a rischio il suo regno di terrore, dato che al rifiuto è sempre corrisposta una buona dose di violenza, troppo intensa e ingiustificata per non chiedere l’intervento delle forze dell’ordine.

A volte è intervenuta la polizia, in altre è toccato ai carabinieri ma in qualsiasi caso sia i genitori che l’ex fidanzata sono stati convinti a sporgere denuncia, dando vita alle tessere che alla fine hanno portato gli investigatori dell’Arma a comporre il mosaico per l’arresto.

Le manette sono scattate nei giorni scorsi, quando ormai gli elementi per intervenire erano più che sufficienti. Violenza e lesioni i reati contestai inizialmente al giovane, a cui si è aggiunta poi la resistenza a pubblico ufficiale visto che in più di un’occasione il giovane si è scontrato con carabinieri e poliziotti chiamati a sedare le liti.

E ora che l’inferno che gli ardeva dentro è stato spento, al giovane operaio sono rimaste solo quelle persone che ha tormentato per un anno e che gli hanno sempre voluto bene, nonostante tutto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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