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Moby Prince, l'ex pm in commissione: "Doveva esse imputato il vice comandante della nave"

L'ex pm Luigi De Franco
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L'ex pm Luigi De Franco

Livorno, ascoltato in Senato il magistrato che indagò sulla strage: utilizzare le nuove tecnologie nell'esame di alcune prove documentali, come ad esempio le registrazioni dei nastri delle radio

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LIVORNO. "A mio parere era da imputare il vice comandante perchè era lui quel giorno il facente funzioni". È  questa una delle dichiarazioni fatte dall'ex pm Luigi De Franco durante la sua audizione in Commissione d'inchiesta sulla strage del Moby Prince martedì primo marzo.

"Non so se quella a cui siamo arrivati sia la verit sostanziale, i dati che avevamo a disposizione portavano a quelle conclusioni", aggiunge De Franco, il sostituto procuratore di Livorno che ha avviato le indagini per il primo processo sul disastro Moby Prince.    "Il suo  stato un contributo - spiega il presidente della commissione Silvio Lai - che si aggiunge a quello degli avvocati di parte civile sentiti le settimane scorse e dei giornalisti Mannironi, Testa e Arrighi, per cercare di delineare il quadro giudiziario formatosi dai primi momenti successivi all'incidente fino alla celebrazione dei processi".

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Il magistrato audito, racconta Lai, "ha svolto tutte le indagini e costruito il quadro probatorio per il primo processo, ma non ha partecipato al dibattimento del processo di primo grado perch prima del suo inizio ha scelto di proseguire la sua carriera come giudice del lavoro. Nella sua memoria sono vivissime le varie fasi della vicenda giudiziaria e dalla sua esposizione giungono importanti puntualizzazioni e spiegazioni su alcuni degli aspetti pi controversi dell'indagine. Ad esempio sulla richiesta di archiviazione per l'armatore. Non sono emersi difetti strutturali nella nave che potessero giustificare una sua responsabilità".

Sull'organizzazione dei soccorsi, prosegue il racconto del magistrato, "fu nel dibattimento che si scelse di considerare come riferimento la perizia Bargagna che quantificava la sopravvivenza delle vittime in 30 minuti motivo per il quale si profilava una condotta inadeguata nei soccorsi ma non il nesso di causalit con la morte delle vittime".   "Anche De Franco, come gi avvenuto nel corso delle altre audizioni della commissione, ha infine evidenziato l'importanza di poter utilizzare le nuove tecnologie nell'esame di alcune prove documentali, come ad esempio le registrazioni dei nastri delle radio. Le audizioni della commissione - avverte Lai - proseguiranno la prossima settimana, marted mattina con i giudici Grazia D'Onofrio e Maria Sammarco e martedì pomeriggio con il pm Carlo Cardi che condusse il processo il primo grado".
 

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