Gioco
Un funerale gospel per salutare la Evans
Una folla commossa ha salutato la maestra di danza, scomparsa a 67 anni. Canti e musica in chiesa: avrebbe voluto così
LIVORNO. Non c’è l’organo, ma le trombe, la batteria e i violini che ricoprono tutto il brusio della chiesa. Musica registrata, perché vicino all’altare non ci sarebbe abbastanza spazio per un’orchestra. Ma se le note sono registrate, le voci sono vere, vengono dalla pancia dei componenti del coro, capaci di regalare quell’armonia che fa venire i brividi sulla pelle. La folla che riempie le panche e gli scalini sull’esterno ascolta in raccolto silenzio, ma muove a ritmo la testa, oppure batte il piede. «Era questo il funerale che Elisabeth Evans avrebbe voluto», dice una delle ex allieve della maestra di danza, punto di riferimento della scuola Mariani Evans, un pezzo di storia del ballo sul territorio. Una cerimonia con musica ed arte, diffusa nell’aria dal coro The Joyful Gospel, che intona canti melodici e armoniosi tra una lettura e l’altra.
«Non ci sono soltanto i ricordi e l’amore per la danza - dice Paola, un’altra ex allieva - L’aspetto speciale è stato formarsi con Betty: le lezioni spaziavano dalla musica alla storia della danza e più che la tecnica ineccepibile la sua missione sembrava essere quella di riuscire a trasmetterci il senso dello spettacolo, la magia del teatro».
I funerali sono stati celebrati ieri mattina nella chiesa della Misericordia. «Ci sono passate intere generazioni di ballerini – continua l'ex allieva – Qualcuno ha fatto anche carriera». La missione artistica di Betty, come la chiamavano gli amici, si è conclusa giovedì pomeriggio, all’età di 67 anni, vinta da un male con cui combatteva da tempo. Figlia di Luciana Mariani, ballerina di calibro internazionale e fondatrice della scuola, Elisabeth ha continuato a portare avanti la scuola di via Redi per anni, aprendo le porte a nuovi orizzonti: non solo danza, ma anche canto e recitazione. Lo ricorda anche il prete dal pulpito: «l’arte sta nella scoperta degli altri e così ha fatto Elisabeth». Poi riparte un nuovo canto gospel e un altro ancora, con i violini e le trombe che accompagnano l’artista nel suo ultimo viaggio.
Nella folla c’è anche Michele Politi, ballerino professionista che ha mosso i primi passi proprio con Elisabeth. «Generosità, trasmissione, coscienza e ricerca della qualità sul lavoro: sono le parole che hanno lasciato la tua traccia in me, facendomi amare quello che faccio - ricorda - Ma l’amicizia che ci ha legato, i viaggi, le risate le discussioni hanno consolidato la nostra complicità, che conservo con amore grande che non potrò mai definirlo a parole».
E di nuovo parte il coro, con quei crescendo che arrivano dritti al cuore dei presenti. «Ciao Betty» dice una ragazza con gli occhi gonfi, mentre il feretro imbocca la strada per l’ultimo viaggio della maestra di artisti.
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