Gioco
No alla riduzione dell’indennità degli assessori
LIVORNO. Una mozione per la riduzione dei gettoni dei consiglieri, delle indennità di sindaco, vicesindaco e giunta e per l’abolizione dei rimborsi spese casa-lavoro degli assessori. E’ stata...
LIVORNO. Una mozione per la riduzione dei gettoni dei consiglieri, delle indennità di sindaco, vicesindaco e giunta e per l’abolizione dei rimborsi spese casa-lavoro degli assessori. E’ stata presentata giovedì notte durante il consiglio comunale da Marco Valiani, consigliere di Livorno Bene Comune. «Questa era la linea guida della campagna elettorale sia locale che nazionale del Movimento Cinque Stelle», ha spiegato Valiani.
Di fatto è stata una battaglia che si è giocata soprattutto in casa di grillini ed ex grillini, visto che la proposta di Valiani è stata raccolta e rilanciata da Giuseppe Grillotti (Livorno Libera), che ha chiesto di «riportare le indennità di funzione al valore edittale a cui apportare una riduzione del 20%» con un contemporaneo abbassamento del gettone dei consiglieri del 10%.
Il gruppo di maggioranza tuttavia ha bocciato l’atto di Valiani e l’emendamento presentato da Grillotti: 9 favorevoli, 2 astenuti, 16 contrari.
«Il buon esempio è stato dato a livello nazionale: in Parlamento il M5s ha fatto da apripista in questa riduzione drastica - ha replicato Daniele Ceselli (M5s) -: lì ci sono indennità da 14 a 18mila euro al mese. Qui il consigliere comunale ha tante responsabilità e pochi onori. Si parla di 55 euro lordi a seduta, 40 netti. Nel mio caso il gettone non basta a coprire le spese, sono qui perché ci credo, io non ci rientro con le spese. E’ una richiesta strana. I consiglieri M5s già si sono ridotti del 10% i getton per fini sociali col quale vengono finanziati 4 progetti».
«La riduzione dei costi della politica è soprattuto riferita a quelli nazionali e regionali - ha aggiunto Nicola Meschinelli (M5s) -, qui tutti c'abbiamo rimesso, tanto tanto tanto. Qualcuno c'ha perso il lavoro, cari signori. È stato licenziato. O fattura il 30 per cento in meno. E qualcuno non lavora perché è del M5s, magari se era del Pd...».
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