Il Tirreno

Livorno

Minacciato con il machete per il Rolex

Minacciato con il machete per il Rolex

Due ragazzi in moto hanno fermato l’auto di un quarantenne e poi gli hanno messo la lama alla gola: fuggiti con l’orologio

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LIVORNO. All’inizio le minacce sono arrivate sotto forma di un tono brusco e rabbioso, che nella voce di un ventenne non fa poi così paura. Dopo però le stesse si sono trasformate nella lunga e sottile lama di un machete, portato fino all’altezza della gola. E a quel punto l’uomo ha dato al ragazzo tutto quello che voleva. Una figura strana, quel giovane, al di là della sua vocazione criminale: altro all’incirca un metro e sessanta con una carnagione olivastra, è arrivato insieme ad un complice in sella ad una moto da enduro, indossando una parrucca bionda, forse nel tentativo di camuffare la sua identità.

È questo il racconto e la descrizione del bandito che il quarantenne di Collesalvetti ha fornito alla polizia, subito dopo la rapina. «Era un ragazzo - ha spiegato agli agenti - Avrà avuto venti-venticinque anni». Un giovane, appunto, fuggito via con il Rolex della vittima.

La rapina va in scena su viale Carducci, intorno alle 22. L’uomo imbocca il lungo rettilineo pronto a tornare verso casa sua a Collesalvetti, quando viene accostato da una moto su cui stanno viaggiando due persone. All’improvviso, la moto gli taglia la strada e il 40enne si ferma, sorpreso. Il giovane, che sedeva dietro al conducente suo complice sulla sella, come un felino arriva in un lampo al finestrino dell’uomo, dicendogli che gli deve consegnare i soldi nel portafoglio. Le sue minacce però non intimoriscono per niente la vittima, che si rifiuta di dargli soddisfazione.

È a questo punto che il giovane sfila da dietro la schiena una lama lunga e sottile, simile in tutto e per tutto ad un machete (come dirà poi il quarantenne alla polizia). Le minacce del ragazzo ora fanno paura, anche perché nella loro breve discussione lo sguardo del criminale è caduto sul Rolex al polso dell’uomo. «Dammi l’orologio» dice il rapinatore. La vittima, che vede la lama vicina alla sua gola, sgancia il laccino e consegna il prezioso orologio al giovane.

Con lo stesso balzo, il bandito torna in sella dietro al complice e sparisce lungo viale Carducci, mentre l’uomo riaccende l’auto e cerca di allontanarsi. Si fermerà soltanto più avanti, nella zona di Stagno, per chiamare il 113 e dare l’allarme.

Quando poi gli agenti arrivano sul posto, il quarantenne racconta tutta la vicenda, durata una manciata di minuti, dalla moto che gli ha tagliato la strada al machete spuntato fuori all’improvviso. Infine, darà la sua descrizione del criminale, con la sua giovane età, la sua pelle olivastra e quella parrucca bionda che ha stranito anche gli agenti. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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