Il Tirreno

Livorno

Aamps, torna la protesta raccolta bloccata per 2 giorni

di Giulio Corsi
Aamps, torna la protesta raccolta bloccata per 2 giorni

Sciopero l’8 e il 9 marzo dopo il no della maggioranza alla tutela dell’organico All’alba infuocata assemblea dei lavoratori, lunedì incontro tra azienda e sindacati

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. La tregua tra amministrazione comunale e lavoratori di Aamps è durata poco: il fronte della spazzatura è tornato a surriscaldarsi dopo il no espresso dal consiglio comunale (con i 16 voti della maggioranza grillina) ad un atto di indirizzo proposto dalla capogruppo di Forza Italia Elisa Amato finalizzato a mettere paletti al nuovo cda dell’azienda e impedire qualunque taglio di personale e decurtazione del salario.

Erano passate le 23 di giovedì sera quando i no di tutti i consiglieri Cinque Stelle e del sindaco Nogarin (Esposito si è astenuto) hanno bocciato l’atto e a niente sono bastati i 14 voti favorevoli delle opposizioni, come riportato ieri dal Tirreno.

La decisione della maggioranza ha creato grande agitazione tra gli oltre cinquanta lavoratori presenti in aula e la notizia si è subito diffusa tra tutti i dipendenti di Aamps, al punto che ieri mattina, prima che il sole sorgesse, è stata organizzata un’assemblea per decidere il da farsi.

Alle 5.30, mezz’ora prima di iniziare il turno, i lavoratori si sono riuniti e si sono confrontati. I toni erano molto caldi, la delusione per la linea politica della maggioranza, cocente. D’altra parte il sindaco in più di una occasione aveva ripetuto pubblicamente, anche sul Tirreno, che «il concordato garantisce tutti i posti di lavoro».

Per lunghi tratti ieri mattina i netturbini sono stati tentati dal bloccare immediatamente il servizio per dare un gesto dimostrativo forte. Poi ha prevalso un senso di responsabilità ed è stato deciso di proclamare uno sciopero per martedì 8 e mercoledì 9 marzo.

Per 48 ore torneranno dunque a fermarsi i camion e il resto dei servizi e si bloccherà tutto il ciclo dei rifiuti, come accaduto nelle drammatiche giornate di dicembre.

La preoccupazione nasce dal fatto che il no della maggioranza 5 Stelle va in qualche modo ad avallare le parole del presidente di Aamps Castelnuovo che nell’ultima commissione bilancio si era espresso in maniera chiara sulla necessità di un sacrificio dei lavoratori: «La garanzia dei posti non c'è, se si paga a un creditore solo una parte del dovuto senza fare nulla dal punto di vista dei sacrifici, potrebbe essere difficile il concordato».

Lo ha detto chiaramente il consigliere M5s Marchetti, che intervenendo in aula ha spiegato che il no del suo gruppo all’atto di tutela di tutti i posti di lavoro e dei salari nasceva dal rischio che l’atto stesso potesse «ingessare il percorso di salvataggio».

«Sorprende che certe parole arrivino per bocca di un ex eletto nelle liste di Rifondazione Comunista», sottolinea il segretario della funzione pubblica Cgil Giovanni Golino, riferendosi al passato di Marchetti come consigliere indipendente in circoscrizione eletto con il Prc. «Non possiamo accettare – dice – che vengano messi in discussione i livelli occupazionali e il salario base. Sul salario accessorio, sono mesi che diamo disponibilità a sederci a un tavolo e a metterlo in discussione. Ma serve un confronto vero, rispettoso dei lavoratori».

Lunedì intanto le rappresentanze sindacali incontreranno in azienda il consiglio di amministrazione. «Mercoledì faremo un'altra assemblea per verificare l'andamento dell'incontro e valuteremo gli eventuali sviluppi», spiega Golino.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore