Il Tirreno

Livorno

era accusato di estorsione

Tre anni e 4 mesi al parrucchiere

Al centro delle accuse i soldi chiesti a una cliente caduta nel salone

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LIVORNO. Tre anni e quattro mesi di reclusione e mille euro di multa al parrucchiere che ha cercato di estorcere 3.500 euro a una cliente caduta nel suo salone e rimborsata poi dall’assicurazione. Si è chiuso così il processo, andato in scena con rito abbreviato, davanti al giudice Antonio Pirato.

Al centro dell’indagine dei carabinieri una storia di infortuni, soldi e minacce al salone di parrucchiere “Eco”, nel centro di Rosignano di proprietà di Stefano Spadaccini, 53 anni. È qui che nel 2012 una cliente, una donna di 37 anni, sarebbe caduta procurandosi alcune ferite. Pochi mesi dopo il titolare dell’esercizio commerciale avrebbe iniziato a minacciare la donna chiedendole di consegnargli, com’è poi avvenuto, la somma di 500 euro, una sorta di anticipo rispetto al futuro versamento del premio assicurativo che la compagnia avrebbe fatto alla trentasettenne.

Peggio sarebbe andata l’anno successivo, quando la cliente ha effettivamente incassato i 7.000 euro. A questo punto sono iniziate minacce sempre più incalzanti, prima da parte del proprietario e poi anche da parte Antonio Domenico Fedele (deceduto lo scorso anno ndr)..

A questo punto la donna avrebbe consegnato al parrucchiere 500 euro che sono andati ad aggiungersi ai 700 dati all’indomani dell’infortunio. Ma ciò che le veniva chiesto era molto di più: la metà di quanto incassato, vale a dire 3.500. Così quando la donna non ha versato al titolare i restanti denari sarebbero ricominciate le minacce, sempre più incalzanti.

I carabinieri per mesi, coordinati dal pubblico ministero Fiorenza Marrara, hanno setacciato i tabulati telefonici dei protagonisti, ascoltato attraverso le intercettazioni ambientali le loro conversazioni. Inoltre hanno acquisito e analizzato la documentazione relativa all’infortunio nel negozio e infine ascoltato a sommarie informazioni la parte offesa.

Tutte prove evidenti della colpevolezza che hanno portato la Procura a chiedere il rito immediato. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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