Il Tirreno

Livorno

Pistola in faccia, poi legato e rapinato: l'incubo alla Torretta

Alfredo Faetti
Le slot machine scassinate nella rapina
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Le slot machine scassinate nella rapina

Livorno, due banditi con l'accento dell'Est, nascosti dal passamontagna, hanno fatto irruzione nel bar alle 21 del 24 febbraio, minacciando e aggredendo il titolare. Sono fuggiti con l'incasso e le monete delle slot machine.

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LIVORNO. Sono le 21 e in genere a quest’ora Andrea chiude il bar. L’ultimo cliente è uscito ormai da un quarto d’ora e le strade de La Torretta, come si chiama anche il bar, sono buie. Il titolare, Angelo Pocai ma per tutti Andrea, 39 anni, sta sistemando le ultime cose per il giorno seguente quando all’improvvisano entrano due uomini, nascosti con il passamontagna e degli occhiali da sole sportivi che nascondono anche lo sguardo. Hanno l’accento dell’Est e sono armati di pistola. Andrea consegna subito l’incasso, ma a loro non basta e mentre uno continua a tenerlo sotto tiro l’altro abbassa le saracinesche, per esser certo che nessuno disturbi la rapina che si sta consumando. Il livornese viene legato con le mani dietro la schiena con dello scotch adesivo, lo stesso con cui i banditi gli tappano la bocca. Infine, lo chiudono nella cucina del locale, per agire del tutto indisturbati.

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Ormai sono le 21.30 in via delle Cateratte. Ѐ mercoledì sera, 24 febbraio. I due banditi scassinano le slot machine presenti nel bar e le svuotano dell’incasso, mentre Andrea è sempre nella cucina, chiuso a chiave e legato. Dopo una mezzora però capisce che ormai i criminali sono scappati, fuggiti nel buio delle strade de La Torretta. Allora decide che è il momento di lanciare l’allarme: con un calcio sfonda la porta della cucina e sempre con le mani dietro la schiena riesce ad arrivare in strada, dove dopo poco si ferma un ragazzo in scooter, che dà l’allarme. Sul posto arrivano i soccorritori del 118 e la polizia, compresa la scientifica, che inizia a indagare. Andrea intanto viene trasportato all’ospedale, ma sarà subito dimesso: il giorno dopo, 25 febbraio, è già a casa sua a riposare e a riprendersi dei dolori al collo e alla schiena. Ma soprattutto, a riprendersi da un brutto spavento.

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