Gioco
È scontro sul Porto Mediceo
Nogarin: «Va restituito alla città». Provinciali: «Azimut aspetta una risposta da 10 anni»
LIVORNO. Correvano gli anni 2003-2004 quando nell’operazione di riconversione del Cantiere fu inserita la previsione di trasformare il Mediceo in un porto turistico targato Azimut Benetti da 600-700 posti barca. Una struttura necessaria per potenziare l’attività di refitting da parte dell’azienda leader a livello mondiale nella produzione dei megayacht (tra pochi mesi al Cantiere Benetti sarà varato il primo panfilo da cento metri e ci sono altre tre commesse per imbarcazioni simili) ma per la cui realizzazione la strada è sempre stata in salita, nonostante l’accordo di programma risalga al 2007 e l’ok del ministero al 2009. Intanto, la vicenda è finita in tribunale (proprio pochi giorni fa i ricorsi presentati dagli avvocati dello Yacht club Livorno tra il 2009 e il 2011 sono stati dichiarati «parzialmente inammissibili» dal Tar) e il bando è stato riaperto. Dunque, quando verrà dato il via libera al progetto? E chi sarà a realizzarlo? Difficile fare previsioni, visto quello che è accaduto ieri mattina in commissione consiliare, dove il sindaco Nogarin ha contestato - in una specie di comizio - le scelte compiute dalle precedenti amministrazioni e ha detto chiaro e tondo che «il Mediceo appartiene alla città». Il segretario dell’Authority, Massimo Provinciali, gli ha replicato ricordando che lo specchio di mare non è sotto la “sovranità” del Comune e che «c’è un soggetto privato che sul Mediceo attende risposte da oltre 10 anni». Insomma, la partita sul porto turistico non sembra affatto conclusa. Intanto il tempo passa. Alla prossima puntata.
Alessandro Guarducci
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