Il Tirreno

Livorno

Asa chiude l’acqua alla Torre della Cigna

di Federico Lazzotti

Polizia e tecnici nel grattacielo occupato per bloccare il servizio, il sindacato Asia: «Atto gravissimo, timore che sia preludio allo sgombero»

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Addio acqua corrente alla Torre della Cigna. Polizia e operai dell’Asa si sono presentati in via Campo di Marte intorno alle 9 di ieri mattina, a distanza di undici giorni dall’occupazione da parte di una trentina di famiglie senza casa per interrompere il servizio idrico.

I tecnici dell’azienda hanno quindi chiuso il contatore sotto gli occhi degli occupanti. Per fortuna tutte le operazioni, durate circa un’ora, si sono svolte in un clima sereno con parte degli occupanti a riprendere con il telefonino tutte le fasi dell’operazione.

All'interno della Torre, disabitata ormai da quasi dieci anni e finita all’asta, è invece ancora allacciata la corrente elettrica.

Asa, da parte sua, in un nota precisa che «non ha tagliato l’acqua, ma che la chiusura è stata effettuata in seguito alla richiesta di disdetta formulata dal titolare del contratto di fornitura idrica. E come richiesto dall’ente titolare del contratto è stata disposta la chiusura programmata dalle 10 alle 12».

Successivamente sono stati messi i sigilli ed effettuati i rilievi fotografici come da prassi.

Ovviamente la chiusura della fornitura idrica comporterà dei disagi a tutte le famiglie che hanno trovato rifugio ai piani bassi dell struttura. Ma quello che preoccupa il sindacato Asia è che il taglio dell’acqua sia il primo passo per arrivare ad altro.

«Quello che è successo al palazzo della Cigna - spiegano - è un fatto gravissimo che va al di là di qualsiasi critica o posizione politica in merito alla legittimità di un’occupazione di un immobile. All’interno dello stabile hanno trovato rifugio numerosi bambini anche piccoli e donne incinta. La Torre della Cigna risulta abbandonata da anni ed addirittura alcune parti non sono mai state utilizzate. Non vorremmo che il distacco delle utenze - è il passaggio successivo - possa essere il primo passo verso uno sgombro violento della struttura. Un eventuale sgombero contro il quale come sindacato inquilini e come famiglie occupanti ci opporremmo con qualsiasi mezzo».

D’altra parte - proseguono guardando al futuro dell’emergenza abitativa in città - «solo nei mesi di marzo e aprile sono previsti circa 78 sfratti esecutivi con forza pubblica. Nel caso in cui il blocco della Chiccaia venga effettivamente utilizzato come emergenza abitativa saranno disponibili solo 21 appartamenti. Un numero totalmente insufficiente per rispondere all’emergenza».

Intanto per domani, il sindacato inquilini Asia annuncia che organizzerà due picchetti antisfratto in contemporanea. Uno in via Buonatlenti (mamma con figlia minorenne) e uno in via del Giglio (nucleo di 6 persone con due minori e un anziano.

Per il 3 marzo invece è previsto un presidio di fronte al tribunale di via De Larderel durante lo svolgimento dell’udienza, promossa dal responsabile Asia Giovanni Ceraolo, contro il Comune di Livorno che, in ottemperanza al famigerato articolo 5 del piano casa di Renzi (lo stesso che prevede il distacco delle utenze per chi occupa) decise di cancellare la residenza anagrafica a lui e alla sua famiglia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

GUARDA LA FOTOGALLERY

E COMMENTA

WWW.ILTIRRENO.IT

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web