Italia
Al centro dei sospetti la delibera di giunta per gli Orti urbani
LIVORNO. Ci sono alcuni passaggi nella “deliberazione della giunta comunale numero 582 del 29 dicembre scorso” che devono aver fatto drizzare i capelli ai cugini Paolo e Federico Bellabarba,...
LIVORNO. Ci sono alcuni passaggi nella “deliberazione della giunta comunale numero 582 del 29 dicembre scorso” che devono aver fatto drizzare i capelli ai cugini Paolo e Federico Bellabarba, proprietari della discarica del Limoncino, la cava sul cocuzzolo del monte La Poggia.
Il tema, in verità, non è strettamente legato alla discarica, visto che tratta della «riqualificazione degli orti urbani esistenti» (La Puzzolente, La Buca, Limoncino, San Miche, Burchietto, Le Gore, Lazzeretto, Remora, Il Puntone, Molin Nuovo, La Casina) e delle aree destinate ai nuovi orti (La Padula, Uliveta, La Leccia).
«Emerge la necessità di predisporre - si legge in uno di questi - un piano di riqualificazione delle zone sopra indicata (tra cui il Limoncino) che detti regole, condizioni tecniche costruttive specifiche per la realizzazione degli annessi agricoli al fine di contemperare l’esigenza della collettività di potersi dotare di strutture per l’esercizio dell’agricoltura amatoriale con l’esigenza di salvaguardare e riqualificare tale porzione territoriale cittadina».
Dunque di tutelare tutte queste zone. Il come «mantenere i caratteri morfologici e tipici del territorio agrario, attraverso la tutela dei valori naturalistici» viene rimandato - nel documento - alla «predisposizione di un piano di iniziativa pubblica di riqualificazione». E che ci incastra la discarica? Forse - avranno pensato i Bellabarba - possibile che il Comune allarghi le arree verdi cercando di tutelarle permettendo allo stesso tempo in una di essere la presenza di una discarica?
È nella conclusione dell’atto si fa riferimento anche ai tempi che poi, come vedremo, non sono secondari. «Di stabilire il termine di 45 giorni decorrente dal ricevimento del presente atto entro il quale dovranno pervenire i contributi degli enti e organismi pubblici tenuti a fornire i contributi tecnici, indicati nell’elenco allegato al presente atto per formarne parte integrante».
Dunque entro il 12 febbraio gli uffici preposti hanno inviato la definizione «degli obiettivi e dell’atto di governo e delle azioni conseguenti nonché il quadro conoscitivo». Non può essere casuale che appena tre giorni dopo la scadenza del termine in Procura sia stato depositato l’esposto.
Ma che cosa ha messo un diavolo per capello ai proprietari della cava da spingerli a fare questa denuncia?
(f.l.)
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