«Tra due mesi case prestate all’emergenza»
In consiglio passa il masterplan per l’allarme abitativo. A Shangai riutilizzo di 21 alloggi su 36. Scambi tra Spil e Casalp
LIVORNO. Il consiglio comunale ha approvato le linee guida del nuovo "masterplan per il diritto alla casa". Ieri sera, dopo una discussione di oltre tre ore, la delibera proposta dalla giunta è passata con i voti favorevoli di una parte delle opposizioni (Buongiorno e gli ex grillini di Livorno libera), l’astensione di Città diversa e il no di Pd, Lbc e Forza Italia.
In concreto di cosa si stratta? Delle cinque linee guida che compongono il masterplan, a pesare di più sembra soprattutto la seconda, che si articola in due punti. Il primo: le misure «stabili» per far fronte all'emergenza casa, come la «costruzione/acquisizione di edifici volano che possano sopperire ad esigenze temporanee» e la pubblicazione di un «bando ad hoc per la permuta di immobili comunali (da ristrutturare) contro alloggi immediatamente abitabili» o «l'attivazione di procedure di alienazione (sempre di beni pubblici, ndr) i cui proventi dovranno essere reinvestiti nell'acquisto di alloggi da destinare a casi sociali».
Il secondo punto riguarda invece le misure «temporanee». Tra queste spuntano l' «acquisizione, da parte di Casalp del ramo di azienda di Spil afferente appartamenti da destinare a soluzioni abitative» e «misure straordinarie» per far fronte all'emergenza casa come il montaggio di «blocchi prefabbricati». Ma è soprattutto sul presente e sul futuro della Chiccaia che si concentra la discussione.
Nel piano viene confermata la volontà di affidare in via temporanea, a chi è senza casa perché magari sfrattato per morosità incolpevole, alcuni degli alloggi rimasti vuoti alla Chiccaia, in attesa che l'immobile venga demolito nell'ambito dei piani di recupero. La novità è che l'assessora al sociale, Ina Dhimgjini, ha annunciato che gli alloggi saranno messi a disposizione «nell'arco di due mesi». Lo ha detto al microfono rispondendo alle sollecitazioni delle opposizioni, visto che in realtà nelle linee del masterplan non viene fatto riferimento né ai tempi né alle risorse necessarie per affidare in via temporanea gli alloggi del vecchio blocco di Shangai.
Nell'atto, presentato in aula dall'assessora, si legge che in generale «l'edificio non sembra manifestare segnali visibili che possano portare a dichiarare l'inagibilità strutturale» ma anche che è «in fase avanzata della curva discendente del livello di sicurezza e quindi è auspicabile che vengano velocizzate le attività volte a portare a compimento il piano di recupero già approvato».
In altre parole, a oggi viene confermata la volontà, per il futuro prossimo, di demolire e poi ricostruire, come già previsto dal piano di recupero di Shangai.
«Si può ipotizzare – si legge nell'atto – un uso temporaneo degli alloggi che saranno verificati come idonei mediante opere di messa a norma», a fronte delle quali «dovrà essere stabilità una quota di compartecipazione». In soldoni, a oggi «dei 36 alloggi che si andranno a liberare, si stima che se ne potranno utilizzare solo 21». Rimarranno alla Chiccaia 28 famiglie (6 che hanno rinunciato al trasloco in Corea e 22 che non erano in condizione di regolarità contrattuale), più 5 vecchi occupanti senza titolo regolarizzati e 7 proprietari (su 9 case di proprietà). «Queste famiglie – viene precisato – potrebbero usufruire di alloggi di risulta Erp», mentre «nessuna ricollocazione, utilizzando alloggi Erp di risulta» sarà possibile per chi ha sfondato abusivamente la porta negli ultimi tempi.
Juna Goti
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