Il Tirreno

Livorno

sos dal lungomare

Relitti abbandonati sulle spiagge livornesi: nessuno li rimuove

di Francesca Suggi
Relitti abbandonati sulle spiagge livornesi: nessuno li rimuove

Davanti all'Ostricaio, ai Tre Ponti e allo spazio per i cani sono decine le imbarcazioni arenate

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LIVORNO. Spiaggia livornese che vai - o quasi-, relitto fatiscente che trovi. E non si tratta di resti di imbarcazioni storiche, inabissatesi per chissà quale evento importante per la città e che magari danno pure il nome alla baia, in ricordo dei tempi passati. A Livorno le decine di carcasse di imbarcazioni arenate che si trovano nelle varie baie cittadine, sono vere e proprie ferite inferte al lungomare e pericoli per l’incolumità dei frequentatori - bambini in primis -. Basta un’occhiata nel tratto che va dalla spiaggia del Felciaio verso sud, fino ad arrivare alla baia cittadina dei Tre Ponti: in poche centinaia di metri si concentrano numerose piccole barchette scassate, gommoni apparentemente abbandonati, canoe malconce, resti di imbarcazioni.

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E ancora tavole da surf. E’ un triste tripudio di rottami spiaggiati trascinati a riva dalla corrente, oppure non più utizzabili e abbandonati. E ogni nuova mareggiata non manca di regalare nuovi scheletri, spesso colorati, che si depositano. E là restano per mesi, addirittura per anni, con non poche lamentele da parte di chi vorrebbe fruire di spiagge sicure e pulite. Come pure capita che nei giorni di maltempo e onde giganti le carcasse vengono ingoiate dal mare e tornare in acqua, diventando pericoli anche per la navigazione.

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Sos dalla spiaggia dei cani. Qui spiaggia del Felciaio, o meglio quel tratto di costa livornese dedicata ai cani. L’aspetto non è certo invitante, tra sporcizia, decine di relitti e una zona di rimessaggio in concessione alla Lega Navale sezione di Livorno - poco curata - con la recinzione abbattuta dalla potenza del mare. Qui sono tante le carcasse di natanti e imbarcazioni arenate (c’è addirittura un gommone arancione): un pericolo per chi frequenta lo spazio e di sicuro uno spettacolo triste che dà un grande senso di abbandono.

Quelle carcasse seppellite, davanti all’Ostricaio. Pure l'affaccio del locale vista mare l'Ostricaio di Ardenza non è dei migliori: là sotto, tra il moletto e lo stabilimento balneare dei Fiume, spunta quasi impercettibile il dietro di una barca addirittura seppellita da montagne di alghe che nessuno toglie ormai da tempo. Senza contare altre due imbarcazioni malridotte lasciate da una parte.

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La baia dei Tre Ponti i o del relitto? Una delle ultime mareggiata non risparmia un nuovo arrivo nella parte della baia dei Tre Ponti che guarda verso nord. Si tratta dei resti di una imbarcazione divisa a metà: si percepisce ancora che una parte del natante era blu. Il colore si fa notare, là nel mezzo a cumuli giganti di alghe La domanda sorge spontanea: quando ci dovrà restare quel pericolo a cielo aperto per i frequentatori della baia? Non va meglio all’altra parte dell’arenile, quella che guarda a sud, frequentata anche d’inverno da decine di windsurfer e dagli amanti del mare. In pochi metri, accasciati sotto al muretto ci sono diversi scheletri di barche senza motore, magari arrivate con la corrente, oppure gettate là perché inutilizzabili. Sembrano quasi una scultura dedicata all'abbandono marino, ammassate tra sporcizia, alghe e materiali portati dal mare. La speranza è che, almeno, prima dell’estate l’area sia ripulita a dovere per accogliere centinaia di bagnanti che frequentano l’unica spiaggia pubblica cittadina.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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