Gioco
Il simbolo chic di una città che era davvero all’avanguardia
LIVORNO. C’è un filo rosso che racconta la terme-story fra i paradossi. Il primo riguarda il cavalcaferrovia. È stato costruito per dare uno sfogo al traffico in entrata e uscita dalla città ma...
LIVORNO. C’è un filo rosso che racconta la terme-story fra i paradossi.
Il primo riguarda il cavalcaferrovia. È stato costruito per dare uno sfogo al traffico in entrata e uscita dalla città ma soprattutto per dare lavoro a grandi aziende livornesi di carpenteria in grave crisi. Risultato: aziende chiuse e terme liberty “ammazzate”.
Il secondo ha a che fare con il rapporto pubblico-privato nel regno del mattone. Per un pezzo la rimascita delle terme-scrigno cammina in tandem con l’edificabilità sulle aree Coca-Cola in via Foscolo perché con quegli alloggi si sarebbe trovato l’ingranaggio della convenienza di un investimento privato in grado di destinare risorse al restauro. Alla fine? I cento appartamenti dei privati ci sono, il restauro del monumento pubblico no (ci si deve accontentare del parchino sul retro delle terme).
Ma c’è un terzo elemento relativo alla relazione con l’immaginario dei livornesi: in realtà è un puzzle di tasselli. L’uno: le “Acque della Salute” sono in abbandono da quasi mezzo secolo eppure spuntano ovunque in videodocumentari, performance di Lindsay Kemp, blitz di “Striscia”, installazioni. L’altro: stiamo parlando di una architettura del primissimo Novecento, ben differente da quel che nell’accezione diffusa è “memoria” o “storia” (la Fortezza) per una città quasi tutta ricostruita dopo la guerra.
Infine, al di là di quanto sia affascinante in sé, queste architetture raccontano una storia di Livorno che mostra un’altra identità possibile. L’identità di una città di straordinaria modernità: le terme erano all’avanguardia sia per stile (fra i primi esempi dopo che l’Esposizione impone i dettami del “floreale”) sia per metodologie costruttive (mai prima di allora era stato azzardato il calcestruzzo armato in Toscana e forse in Italia).
Non è tutto. Guai a chi si immagina che una bella iniezione di bar e ristoranti sia la medicina per curare ogni acciacco, però le “Acque della Salute” raccontano quanto ha significato il turismo nella Livorno a cavallo fra Otto e Novecento come una sorta di Versilia a misura di bel mondo.
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