Il Tirreno

Livorno

«Alt ai litigi, prima di tutto il lavoro»

I sindacati incalzano i sindaci: da dicembre 700 lavoratori hanno perso ogni sostegno al reddito

2 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. «Il nostro domani si chiama lavoro». È il titolo, chiarissimo, del documento approvato dall’assemblea dei lavoratori e i disoccupati dell’industria livornese, e condiviso dai sindacati di categoria Cgil, Cisl e Uil, che adesso sarà presentato ai sindaci di Livorno, Collesalvetti e Rosignano nella sala dell’Svs in via della Corallaie.

Quello che chiedono compatti i sindacati è un sostegno dal governo e dalle istituzioni locali, mettendo da parte le appartenenze e le bandiere, per dare risposte concrete a chi è in difficoltà, in un territorio che si trova di fronte a una crisi industriale dai dati allarmanti: sono 33 mila gli iscritti alle liste di disoccupazione su circa 170 mila abitanti.

Oltre agli interventi straordinari sugli ammortizzatori sociali per far fronte alla situazione emergenziale che stiamo attraversando, la proposta avanzata dai sindacati, nel quadro dell’accordo di programma e dell’attrazione di investimenti (lavorando anche sull’esistente con strumenti che rendano più attrattivo il territorio) è quella di cercare misure straordinarie di sostegno al reddito (almeno per 3-4 anni) per preparare con una formazione adeguata e mirata chi ha perso il posto all’inserimento nel mercato del lavoro, sfruttando le nuove opportunità che potrebbero venirsi a creare.

«Ai tre sindaci – ha spiegato Simone Puppo, Cgil – chiederemo un intervento congiunto perché si esca fuori dalle litigiosità. Sembra che Livorno sia diventato un laboratorio politico per altro, ma qui servono risposte. Siamo in una situazione drammatica: da dicembre a oggi 700 lavoratori hanno perso ogni sostegno al reddito, ognuno deve fare la sua parte altrimenti rischiamo di morire».

Secondo Puppo servirebbe anche l’impegno delle associazioni datoriali, Cna e Confindustria in un panorama in cui risultano penalizzati anche gli over 50 e le donne:«Alcuni interventi come quelli sul marketing territoriale dovrebbero essere proprio le associazioni datoriali a farsene carico, – ha aggiunto Puppo – mentre sulla formazione si deve promuovere la collaborazione con gli istituti tecnici. Si deve pensare a iniziative mirate, immediate e pratiche per gli operai che non hanno specializzazioni e che sono a casa, coinvolgendo anche i privati per attività di reinserimento».

Infine il tema dell’energia, che come ha sottolineato Fabrizio Musto, segretario Filctem Cgil , non riguarda solo i costi (doppi nella nostra provincia rispetto al Nord del Paese) ma anche il livello occupazionale. Negli ultimi due anni, con la chiusura delle centrali Enel di Livorno e Piombino, tra lavoratori diretti e indiretti, si sono persi 500 posti: «Si sta comprando energia all’estero e non si fa più produzione, – ha detto Musto – occorre quindi un piano energetico in cui sui costi si parta tutti dallo stesso livello e che faccia ripartire la produzione perché si tratta di posti di lavoro».

Enrico Paradisi

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web