Gioco
Il teatro piange Cristina l’anima della commedia
LIVORNO. Il teatro popolare livornese piange Cristina Buccarella, moglie e musa di Giuseppe Pancaccini, commediografo, attore e regista di innumerevoli commedie vernacolari. Una vita insieme passata...
LIVORNO. Il teatro popolare livornese piange Cristina Buccarella, moglie e musa di Giuseppe Pancaccini, commediografo, attore e regista di innumerevoli commedie vernacolari. Una vita insieme passata dietro le quinte, là dove si crea la magia da mandare sul palcoscenico.
Donna instancabile, autentica ombra del popolare «Giuse», era il presidente della compagnia teatrale “Il Carrozzone” e sebbene nei manifesti apparisse come la “sarta di scena”, tutti sapevano bene come in realtà fosse l’anima della compagnia, ispiratrice e anche critico severo o entusiasta, alla fine di ogni spettacolo.
«Cristina era appassionata ed entusiasta di far parte di quel mondo fantasioso e brillante, qual è il teatro vernacolare» dice chi l’ha conosciuta.
Nel lavoro di preparazione degli spettacoli era attenta ad ogni particolare di quella vasta macchina organizzativa che si muove prima che si alzi il sipario: non solo ai costumi, ma anche al trucco, alla scenografia e a dare la giusta carica agli attori prima dello spettacolo.
Se Giuseppe Pancaccini, dopo la sua drammatica vicenda personale che gli ha provocato la perdita delle gambe, è ritornato sulle scene, scrivendo nuove commedie, lo si deve soprattutto a lei e al suo amore, che lo ha sostenuto, incoraggiato e spronato a ritornare al suo amato mondo dello spettacolo.
Moglie e madre, ha amato quel mondo popolare della città ed era rimasta molto legata alla sua Shanghai, il quartiere dove era nata e vissuta, come amava quella Livorno che fino alla fine ha fatto rivive nella commedia.
«Una donna generosa, apprezzata e amata, ha voluto essere se stessa anche nella morte, donando i propri occhi, l'unico dono che poteva lasciare dopo la malattia che se l'è portata via» continuano gli amici. I funerali si svolgeranno oggi alle ore 15, dalla camera mortuaria dell’ospedale, ma già da ieri un via vai di parenti, amici e appassionati di teatro ha portato il proprio calore a casa Pancaccini, in modo da stringersi attorno al dolore dell’attore e regista orfano della sua musa.
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