Il Tirreno

Livorno

A due giovani croniste il premio nel nome di Luciano De Majo

Carlotta Nigiotti
Il capocronista del Tirreno Alessandro Guarducci fra le due giornaliste premiate Eva Giovannini e Maria Giorgia Corolini (Vincenzoni)
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Il capocronista del Tirreno Alessandro Guarducci fra le due giornaliste premiate Eva Giovannini e Maria Giorgia Corolini (Vincenzoni)

A Eva Giovannini e Maria Giorgia Corolini, due giovani giornaliste che hanno iniziato la loro carriera al Tirreno, è stato consegnato il premio che ricorda il nostro collega Luciano De Majo. L'iniziativa dell'Arci contrassegnata dalla "colonna sonora" di un trio di ottimi musicisti (Boschi, Fantolini e Tubino)

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LIVORNO. Giornalista, esempio per le nuove leve dell'informazione, ma soprattutto amico. Era, o per meglio dire è Luciano De Majo, cronista di punta de Il Tirreno, scomparso cinque anni fa per un male che lo ha strappato alla famiglia ed alla sua scrivania nella redazione di viale Alfieri. Un premio in nome di Luciano per i giovani giornalisti che hanno dimostrato di sapersi muovere nel campo della cronaca con intelligenza. Quale modo migliore con cui ricordare un amico che ha fatto tanto per raccontare il vero alla sua città? È la seconda edizione del Premio Luciano De Majo che, organizzata dall'Arci, si è svolta al Nuovo Teatro delle Commedie: ed è stata contrassegnata anche dalla straordinaria “colonna sonora” eseguita con passione dal trio composto da Giulio Boschi al contrabbasso e Max Fantolini al pianoforte con la voce di Giulia Tubino.

Di fronte ad una sala gremita di persone che conoscevano personalmente, o attraverso la sua penna, Luciano, sono state premiate due giornaliste, ed il caso ha voluto che per entrambi la loro nave scuola fosse proprio Il Tirreno: Eva Giovannini, classe 1980, giornalista professionista a Annozero, Sky Tg24, Piazzapulita ed oggi a Ballaró,con alle spalle la pubblicazione di un libro “Europa Anno Zero, il ritorno dei nazionalismi”, e Maria Giorgia Corolini, 29 anni, diploma di liceo classico e studentessa dell'Università di Siena, collabora con la cronaca del Tirreno raccontando con passione la città.

«Nella vita le cose accadono e noi le guadiamo impotenti», commenta Marco Solimano (Arci): «Cinque anni fa Luciano ci ha lasciato all’improvviso. Ma noi possiamo ricordare i suoi pensieri, i sorrisi ed emozionarci, perché noi abbiamo scelto di vivere ancora con lui».

Parole che si stringono alla famiglia in prima fila a cui si aggiungono altre di amici, come Alessandro Guarducci, capocronista del Tirreno, che con un sorriso che nasconde tanta nostalgia racconta il suo amico Luciano: «Luciano era il mio compagno di scrivania , un po’ come il compagno di banco quando si è a scuola. Per noi Luciano entra ogni giorno in redazione: arriva, butta il taccuino sulla sua scrivania e si toglie il giubbotto». E condivide un aneddoto: «Eravamo legati dalla fede calcistica per l’Inter. Eravamo nel 2010, una sera di maggio decidemmo di guardare insieme la finale di Champions al giornale. Eravamo noi due soli, non volevamo nessun altro perchè era la nostra serata:  ci divertimmo come bambini e la facemmo durare il più a lungo possibile. E pensavamo a quante altre sere ci sarebbero state per poterci divertire insieme!».

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Due donne, due giornaliste, entrambi livornesi: Eva e Giorgia sono loro le premiate. Giorgia matura da quando era piccola la passione per la scrittura: «Una di quelle cose in cui dici “Mi piacerebbe tanto”, ma poi non tenti». Tanti gli articoli fatti, che custodisce gelosamente dentro di sé. «Oggi è una grande emozione: pur non avendo conosciuto De Majo, ho letto con passione i suoi articoli, scorgendo intelligenza e sensibilità rara». Ed Eva: «Mi emozionano i piccoli racconti di vita: persone che hanno perso la casa, pastori sardi che vedono chiudere le loro attività. Dietro ai grandi numeri, alla macroeconomia ed alla geopolitica, ci sono le storie degli esseri umani».

Giovannini ricorda di aver saputo del premio mentre stava andando al confine con la Croazia: «Lì stavano mettendo del filo spinato e pensai che non fosse un caso: Luciano era creatore di ponti e immagino lo sdegno di fronte alla situazione odierna. Dovessi descrivere Luciano mi basterebbero tre parole: rigore, passione e sorriso; prometto a me stessa ed a Luciano di continuare a fare questo lavoro proprio come lui con rigore, passione e sorriso».

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