Gioco
Aamps, Pd all’attacco «In giunta regna il caos lavoratori da salvare»
In campo il presidente nazionale Orfini con Parrini, Velo e Bacci «La crisi è figlia di responsabilità condivise, ora si guardi avanti»
LIVORNO. «A Firenze si fa tutto il possibile perché gli accordi presi vengano rispettati». Il segretario regionale Pd Dario Parrini rassicura i dipendenti Aamps, preoccupati dal mancato conferimento dell’azienda in RetiAmbiente. «Nogarin come Ambra, scarichi al più presto il suo Boncompagni e inizi a pensare con la sua testa». Non è la Rai ma la sede del Partito Democratico di via Donnini, da dove il presidente nazionale Matteo Orfini si lancia a gamba tesa contro i 5 Stelle sulla questione Aamps: «Luigi Di Maio è un bugiardo seriale, il sindaco si assuma le sue responsabilità per il bene dei lavoratori».
Il Pd dice basta al fair play e sfodera i grossi calibri per discutere sulle questioni politiche ed economiche della città: non solo Aamps ma anche reindustrializzazione e infrastrutture. Insieme a Orfini e Parrini ci sono il senatore Marco Filippi e il sottosegretario all’ambiente Silvia Velo, allo stesso tavolo con l’assessora regionale Cristina Grieco, il consigliere regionale Francesco Gazzetti, i segretari provinciale e comunale Francesco Bacci e Federico Bellandi, e il presidente del gruppo consiliare Pietro Caruso.
«Non siamo qui per piantare la bandierina da campagna elettorale, ma per fare ciò che spetterebbe alla giunta: parlare con i lavoratori»: queste le parole di Orfini, al termine dell’incontro con la delegazione di dipendenti Aamps: «La crisi dell’azienda dei rifiuti è figlia di responsabilità politiche condivise, e la giustizia farà il suo corso per chi, anche nel Pd, ha sbagliato – prosegue, riferendosi all’avviso di garanzia recapitato all’ex-assessore Valter Nebbiai – ma occorre guardare avanti». Secondo Orfini oggi in giunta «regna il caos, per fortuna i lavoratori hanno continuato ad erogare il servizio con assennatezza».
È proprio quel che manca a Nogarin, secondo Parrini: «Aamps era già in crisi prima del suo arrivo, lui poteva scegliere di salvarla o di accompagnarne la caduta; ha scelto la seconda, ma non tutto è perduto. Siamo qui per testimoniare che Livorno è una priorità regionale e nazionale e ci auguriamo che il sindaco intenda collaborare, in caso contrario faremo un’ “opposizione governante” corretta ma inesorabile». E sul conferimento di Aamps in RetiAmbiente precisa: «Priorità a occupazione e salario dei dipendenti, se tutte le carte sono in regola».
«I lavoratori guardano a noi, è nostro dovere metterli prima degli interessi di partito. Quante volte Di Maio è venuto a Livorno, e quante volte si è interessato ai lavoratori?», provoca Bacci: «I 5 Stelle usano Livorno come vetrina elettorale, ed il governo della città subisce continue ingerenze dirette da Grillo e Casaleggio». Sullo stesso tono Bellandi: «Dopo il voltafaccia di novembre, tra ricapitalizzazione e concordato, sono iniziati i cannoneggiamenti da Roma. Com’è possibile che lo stesso Lanzalone che ha dimissionato Iacomelli si proponga direttamente come advisor legale, senza richiedere il passaggio in gara?». Velo preferisce affidare il suo pensiero ad un comunicato: «Nogarin, in pieno stato confusionale, persevera con il concordato e porterà l’azienda al fallimento».
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